La Fantastica Avventura (I)

Comincia oggi una piccola miniserie, una cosa che scrissi 6 anni fa e che mi sembra ancora molto attuale, almeno per quanto mi riguarda.
Si tratta di un’ipotetica e incazzosa lettera che immaginai di scrivere e divulgare il mio ultimo giorno di lavoro, all’epoca lavoravo presso il call center della mia ancora attuale azienda e ritenevo di aver ottenuto le cosiddette idee chiare sulla situazione.
Se non conoscete il mondo dei call center vi invito a seguirmi, se purtroppo ci siete dentro forse riuscirò a strapparvi un sorriso.

La Fantastica Avventura
-Lavoro in un call center e me ne vanto (poco)-

Prefatio Non Disputandum Est

Se c’è una cosa che detesto quando qualcuno si dimette è la mail di saluti. La detesto perché è facile trovarci cose come “Sono stato felice di aver contribuito a questa grande azienda/Mi sento cresciuto dentro, oltre la sfera professionale/Ho trovato me stesso/Alleluja” e altre cazzate. La detesto a tal punto che avevo addirittura deciso che, quando sarebbe toccato a me, non l’avrei detto a nessuno, nemmeno al mio cane. Va bene, io non ho un cane ma ho reso l’idea.
Se però state leggendo questa mia, ne deduco che, dallo stronzo che sono, forse ho cambiato idea, forse ho pensato di portarmi avanti scrivendo quella che potrebbe essere la mia lettere di dimissioni, i miei saluti finali all’azienda. E sempre stando a ciò, ho pure pensato di rompervi le palle distribuendola.
Pensateci bene, quante volte a scuola, al lavoro e in famiglia vi hanno rotto l’anima dicendo che dovete prendere una posizione, che è da deboli e instabili cambiare idea e avere dubbi? Chi ha fatto il soldato, come me, sa che nella vita militare si eseguono gli ordini e basta, che il dubbio non fa parte del codice.
Io penso che siano un cumulo di cazzate, o meglio, che siano cose molto furbe da dire e divulgare, per nascondere la verità. Ovvero che il dubbio sta alla base della ricerca della verità stessa.
Vi insegnano a fare il saluto romano, a pronunciare slogan, vi insegnano a vestirvi di falce e martello, potere al popolo, chi la pensa diversamente da voi va ucciso, convertito, umiliato, sputtanato. Fuori è un’altra cosa, e voglio dimostrarvelo.
Così, smettete di lavorare qualche minuto, dedicatevi a me e se per caso il vostro capo vi rompe le palle sputategli in faccia: magari voi non lo immaginate, ma lui sa che lo merita.

Disclaimer

In questo messaggio sentirete spesso nominare parole come costante epicentrica, New Economy, vagina, droga, cazzo e altre amenità che potrebbero disturbarvi. Si dovrebbe dire che i fatti narrati non corrispondono a realtà, che qualsiasi somiglianza con eventi e persone reali sia pura casualità. Io invece vi dico e lo ammetto fiero che è tutto vero, quindi se sopravvivrete siete autorizzati a farmi causa, tanto io non tribunale non vengo, resto fuori a rigarvi le macchine.

Parte I: Lascio questa fantastica avventura

Io, Indiana Jones, con queste parole voglio ammettere che invece di cercare l’Arca Perduta volevo venire qui a mettermi una cuffia in testa e sentire insulti per otto ore al giorno. Sono stato uno stronzo a voler cercare il Sacro Graal e a combattere i nazisti. Perdonatemi, so di aver sbagliato, in verità vi dico avrei voluto fare l’impiegato.
Quando andavo a scuola, alla vigilia del diploma, il mio maestro di Economia mi disse che potenzialmente io potevo essere un politico, un medico di successo, un attore, una persona importante, insomma. Potenzialmente siamo quindi tutti cazzuti. Quando da adolescente ti riempiono la testa di queste cose e riescono a impressionarti, cominci a fare i tuoi calcoli: pensi a che lavoro potresti fare, come ad esempio l’analista in qualche ufficio, poi fai carriera e diventi responsabile di qualche cosa, oppure fai il portaborse e diventi un capo di governo, oppure ti fai prete e, che cazzo, magari diventi pure Papa.
E invece no, il tuo destino aveva in serbo di farti indossare una cuffia. Non sembra poi così male, poi ti rendi conto di essere parte di una strumentazione politica e le cose cambiano: ti senti importante, ma anche molto sfigato.
Chiamare avventura un lavoro di customer care non è poi così improprio, visto quello che ti aspetta. A me, ad esempio, in tanti anni di disonorevole servizio è capitato di ricevere diverse minacce di morte. Tutto normale. Oggi se sento la voce di un cliente mi trema la mano destra, quella con cui vorrei strizzargli le palle: anni e anni di questo trattamento e una psicosi, anche piccola, viene a tutti.
Potrei denunciare la baracca per danni biologici, ci penserò su.
Stavamo dicendo dell’avventura e dell’importanza politica che ognuno di voi ha.
Berlusconi diceva che la disoccupazione era calata, che c’erano più posti di lavoro. Non so se l’avete mai capito, ma stava parlando di voi. Cioè, voi, impiegati precari che fate un lavoro di fortuna, sottopagato e assolutamente temporaneo, siete considerati lavoratori a tutti gli effetti, fate statistica e siccome Berlusconi è un imprenditore e non realmente un politico, a lui basta vedere il numero che gli piace e ciò vuol dire semplicemente che va tutto bene. I riferimenti voluti cercateli voi.
Siete al centro di un conflitto politico, non so, io penso che forse sarebbe meglio morire di fame e fargli sballare quella cazzo di statistica.

(Fine prima parte)

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