La Fantastica Avventura (IV)

Parte IV: Parificazione strutturale della portante epicentrica

Non voglio sentir parlare di New Economy, tanto per quanto potrete fare per convincermi lo so che non esiste. Io ci sono stato dentro, spiego a mio nonno, lo so cosa vuol dire. Ho fatto l’impiegato a novecentomilalire al mese, lavoravo al computer con un foglio elettronico, copia, incolla, copia, incolla, copia, incolla, somma, copia, incolla, taglia, incolla. Ascolta, nonno, io lo so cosa significa e non puoi dire che ciò di cui parli sia New Economy.
“E perché” dice lui “non è forse un’attività nuova?”
Cerco di spiegare a mio nonno, che sa due parole in inglese, che New Economy è solo un termine vuoto che indica uno stadio, non la traduzione letterale, perché di nuovo non c’è veramente un cazzo. Lui legge il Sole 24 Ore e crede i aver capito tutto. Gli spiego che la New Economy è un’altra cosa.
“Dettagli” risponde “Cerca di cogliere il significato di quello che dico. Investimenti, apliamento locali, quote di partecipazione, associazione. Oggi sei un dipendente a mille euro al mese non in regola, domani sei socio e dividi gli utili”
Gli utili di cosa? Non c’è un’azienda nella New Economy di questo paese che abbia denaro suo da investire.
“I soldi non contano, tanto ci sono quelli degli altri, ma con idee geniali prima o poi si farà sul serio. Quota associativa, amministratore delegato, rete informatica, dominio di posta elettronica, titoli al portatore, azioni”
Il nonno vuole trasformare la panetteria nella Fiat.
E come fai a entrare nella New Economy? Un prodotto vincente? Una strategia distributiva efficiente? Un servizio innovativo?
Nossignore, nella New Economy si entra con la pubblicità. E cos’è la pubblicità?
Accendi la tivù ed ecco che hai un costume da bagno nuovo, al gusto di amarena geneticamente modificata, la nuova tendenza: vuoi restare indietro? E il preservativo fosforescente, per vedere che stai combinando: adesso esce firmato da un attore di Hollywood così la tua donna può illudersi di farlo con lui invece che con te che non sei nessuno. La birra irlandese doppio malto che ti fa uscire le penne dal culo e ti fa volare sul cielo di Dublino: l’aria è più buona quassù, preferisci rimanere lì? Eh, no, col cazzo, vengo anch’io, prendo una sbronza e… Comunicazione sociale. Il tuo cane beve, il tuo è un cane per ciechi. Il tuo cane sbanda e il cieco ci resta. Se fossi tu il cane chi ci sarebbe rimasto? Io guardo la tivù di Stato, pago il canone, quindi non c’è pubblicità. Ma la trovi lo stesso e allora eccoti in volo verso Megafantasytown, il nuovo parco di divertimenti dove tutti i bambini sono felici. Se tuo figlio ti rompe le palle che ci vuole andare prima o poi dovrai accontentarlo, perché ho comprato spazi pubblicitari da qui al prossimo Natale, sono cavoli tuoi. E se non ho un figlio mi tocca farlo entro Natale sennò sai che scatole. E i giornali. Misterioso serial killer semina il panico amputando clitoridi, comprati una Supermotor 27.000 cilindri sette marce airbag di serie anche nel portabagagli. Al diavolo, prendo i fumetti. Dietro la copertina un bel paio di tette: arriva l’estate, vieni ai Caraibi. Rinuncio, prendo un porno. Non supero la prima pagina che vendono Viagra, potenziamenti sessuali e un’encinclopedia a fascicoli “La carriera della gnocca nella Storia”.
E adesso arriviamo al punto, ovvero a un sogno misterioso e rivelatorio che feci qualche tempo addietro. Ho sognato che andavo alla ricerca di strane creature che si trasformavano in lucertole per conquistare il mondo, solo che una volta mutate morivano. Tutte. E insistevano. Immaginate un centro commerciale, saldi di fine stagione, l’assalto delle massaie rampanti. La vicina entra ed esce quasi subito senza comprare nulla “Troppa gente, non riesco a muovermi” e l’altra dopo che l’ha sentita ci si butta. Non è che pensa “Se è davvero così pieno magari aspetto un po’”. No, cazzo, ci deve entrare ADESSO, altrimenti si portano via tutto, però non riuscirà a entrare, ma ci prova lo stesso. Non entra, si lamenta con quella del piano di sopra, la quale ci va lo stesso e così via, a catena.
Stessa cosa le lucertole. Non è che quello vede morire il socio e pensa “Forse è una stronzata” oppure “Ci sarà un altro modo”. No, cazzo, se non lo conquisti adesso il mondo magari se lo prendono i comunisti, e allora al diavolo i jeans, al diavolo il terrore DVD da far vedere al vicino in cassa integrazione. Si trasforma in lucertola, voglio conquistare il mondo. E crepa.
Tutto questo finché una dice “Col cazzo che mi trasformo in lucertola” e tutti gli altri la additano e la isolano, come se fosse malata, diversa, gay.
Poi capita che la signora del piano di sotto, dopo aver sentito le altre lamentarsi, fa il giro dell’edificio e trova un altro ingresso: entra da lì e compra le mutande senza elastico per il marito, i calzini intonati con la cravatta per il padre pensionato, un reggiseno extralarge per lei e un paio di pantaloni col cavallo basso per il figlio, che si usano tanto.
E la creatura emarginata si isola nelle caverne e le altre continuano a morire finché un bel giorno ha un’idea geniale: si trasforma in una vagina. Scopre che non muore e che ottiene molto consenso, diventa prima responsabile di una ditta informatica, poi amministratore delegato, poi socio di maggioranza, poi si butta in politica e diviene parlamentare e adesso si candida per le europee. Da lucertola sarebbe morta, da gnocca è diventata importante.
La morale trovatela voi.
Ma che c’entra con la New Economy? C’entra eccome, questo sogno stranissimo riflette l’andamento della nostra società, dove tutti seguono tutti, alla disperata ricerca di un esempio, uno qualsiasi. Perché l’uomo è insicuro, una volta era la sua stessa opera a dargli forza, oggi non opera più perché nella New Economy si producono numeri, non materia. Eccolo quindi che ha trovato la forza dell’emulazione, se ci sono mille teste di cazzo allora farò anch’io la testa di cazzo. Se mille in autostrada viaggiano in corsia di sorpasso e abbagliano chi sta davanti duecento metri lo faccio anch’io. Se mille fischiano dietro al culo di una ragazza allora lo faccio anch’io. Se mille picchiano un omosessuale allora lo faccio anch’io… ma se mille fossero omosessuali? Amletico, eh?
Eccoci quindi nella società dell’emulazione, dove tutti cercano di essere uguali a tutti, nel modo di camminare, di vestire, di parlare e – perché no? – anche di pensare. E se qualcuno si comporta diversamente lo si deve assolutamente isolare, perché non è normale, perché è pazzo… sicuri? Non è che siete invidiosi della sua libertà di essere se stesso? Torneremo sull’argomento.
Torniamo invece a parlare di lavoro, del mio lavoro, del vostro lavoro. Noi siamo un esempio lampante di New Economy, suddiviso secondo determinati valori.
Il capo, giusto per cominciare. il capo generalmente è poco più vecchio (o giovane) di te e non sa fare un cazzo. Nella New Economy è difficile trovare gente che sappia fare qualcosa, perché l’importante non è quello che tu sai fare ma come riesci a confezionarlo. Vi faccio un esempio. Dopo l’assistenza tecnica mi toccò fare la cosa peggiore mai vista qua dentro dopo il banale e ormai obsoleto call center, una sorta di reparto in cui si verificava che le linee telefoniche fossero attivate regolarmente. Me la presentarono come un’occasione di CRESCITA PROFESSIONALE, ma quello che facevo era perdere tre ore a cercare di convincere un povero stronzo urlante che per avere la linea telefonica doveva spostare due maledetti cavi e che poteva urlare quanto cazzo volesse ma nessuno gli avrebbe mandato un tecnico a casa. Mi facevo un culo come una capanna, ma persino i miei colleghi pensavano che non facessi un cazzo, anche se stavo al telefono dodici ore al giorno a prendere urla, insulti, umiliazioni e minacce assortite. Tutto per la crescita professionale.
La stessa cosa quando u8n mio povero collega molto in gamba ricevette l’incarico di scrivere una bella guida su come funzionasse l’intera attività, con tanto di schemini e stronzatelle varie. Dopo tre mesi di fatica ne venne fuori un piccolo capolavoro. Il capo ci mise sopra il proprio nome.
Dunque quando dico che l’importante è confezionare, è sufficiente portare risultato e dire “Sono stato io” come quando a scuola al compagno sfigato si copiava il compito in classe e la maestra ci dava la caramella. Da grande ti fanno un pompino e ti danno dei soldi, ma la sostanza non cambia.
Immaginate il suo ufficio, centesimo piano che per andarci devi usare le scale perché l’ascensore non è per i poveri mortali. Ambiente con luci basse, scrivania in legno pregiato, moquette, un quadro di pittore morto su una parete, un calendario del papa accanto alla finestra, poltrone in pelle extramorbide, aria condizionata e cesso a un metro con depuratore. E’ lui, John Doe, uomo d’affari, uomo fatto da sè, sopravvissuto al declino yuppie. Già me lo vedo alla Bocconi, società segreta per giovani rampanti, partite a biliardo, un bicchiere di vino, serate trascorse a discutere di soldi, progetti per il futuro, corse in macchina, pestaggio di omosessuali; giornate trascorse con docenti rinomati ad apprendere l’arte del libero mercato, lo studio, la biblioteca e la figa. Uno come John Doe te lo vedi esattamente dove sta, dietro a una scrivania, abbronzato e dalla pelle incredibilmente lucida, come se oltre ai capelli si fosse laccato anche la faccia. Te lo vedi sul suo fuoristrada, in giro per la città, col telefonino sempre acceso e sull’orecchio, poi con l’auricolare, poi il vivavoce, il sedile del passeggero occupato dal portatile che mostra un foglio elettronico con i profitti dell’ultimo mese, incomprensibilmente inferioe al due percento rispetto al precedente. E per questo lui grida al cellulare, mentre il poveretto dall’altra parte arranca scuse più o meno plausibili, ma nella New Economy non ci sono scuse plausibili: se John Doe dice che hai fatto una cazzata è così anche se non è vero o, addirittura, se l’ha fatta lui.
I soldi! I soldi nella New Economy non contano. I soldi sono sempre pochi, anche quando l’azienda va bene. In fondo a che ti servono? Mangiare? Scherzi? Salse grasse, cibi che aumentano il colesterolo, i carboidrati che ti fanno ingrassare, la liquirizia che ti fa diventare sterile. Fumare? Peggio ancora! E poi aumentano sempre queste cazzo di sigarette, smetti che ci guadagni. Bere? Non sia mai! L’alcool è dannoso e poi non lavori bene, non sei lucido. No, no, no, lascia che decidiamo noi per te: i soldi non servono a un cazzo, non ne hai bisogno. Noi sì, perché dobbiamo seguirti e coccolarti, dobbiamo amarti e cazziarti, ci servono forze quindi mangiamo, siamo nervosi quindi fumiamo, dobbiamo festeggiare il tuo successo quindi beviamo. E se per extra ci scappa una puttana o della cocaina ben vengano, è tutto ampiamente meritato. La macchina aziendale? dev’essere grande, ci serve, e poi l’azienda risparmia sulle tasse. Quella Panda scassata? E’ di uno che lavora, fategliela spostare. Secondo un amico la dimensione della macchina è proporzionale alla tua mansione, più è grande più non fai un cazzo.
Mah…
Infine il linguaggio. Sono finiti i tempi delle parole che tutti potevano capire, la New Economy impone nuovi standard linguistici. Non basta più dire “La riunione è fissata per domani alle dieci in punto”, il capo farà sì che suoni più o meno così: “considerata la turnazione previstanel cedimento pragmatico e i risultati conseguiti con le precedenti incursioni e basandoci sui feedback di ritorno, segnalo che il meeting è fissato per data successiva a oggi secondo ora allegata in formato xls da aprire con cautela”
Ed è dappertutto, persino la maga Circe sarebbe capace di dire cose come “sintomatologia copernica di levitazione spiritica, coagulazione ipertirocinante ectoplasmica, debilitazione chiamante a spirale, convocazione animista a ritroso in corsa progressiva, compenetrazione di poligoni in fase di attraversamento intangibile, propagazione protocellulare secondo teoria di Gund, processo inversivo di rianimazione virtuale, esorcismo cinetico da procedura in linea con la concentrazione programmatica del circolo sociale senza dialogo con terze parti. La New Economy dello spiritismo vive in me”.
E ora che abbiamo tutte le informazioni traiamo le conclusioni.
La dimostrazione che la New Economy non esiste è che, se consideriamo la parificazione strutturale della portante epicentrica lasciata sulla piattaforma precedentemente coordinata secondo teoria del relativo meeting ambientale sull’orientamento trasversale, la nostra posizione in merito all’ottica di mercato, notoriamente orientata su ufficiose postillazioni disconogiunte, deve ingravidarsi sull’armaio multimediale, ovvero, per i non addetti ai lavori, si rende necessario riconfigurarla secondo accordi predeterminati in fase pregressa e liberatoria oltre i canoni fissati dal precedente feedback del prossimo corrente mese. In pratica si torna indietro, ma andando avanti.
E adesso provate a darmi torto.

(Fine quarta parte)

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