Consigli Non Richiesti Atto IV: E allora mi faccio il blog!

Consigli Non Richiesti Atto IV
E allora mi faccio il blog!
ovvero
‘Autoterapia interattiva e subliminale’

scream

autocritica
[au-to-crì-ti-ca] s.f. (pl. -che)
Esame critico di se stessi e del proprio operato

Una volta non c’era internet, una volta si stava pure meglio, ma non perché non c’era internet. Si stava meglio perché i tempi erano differenti. Inizio col qualunquismo, perché sto per scrivere di getto, esplorandomi dentro per trovare le parole, niente di ciò che sto per farvi leggere è stato preventivamente elaborato.
Spero solo di non diventare troppo contorto.
Una volta non c’era internet, quando scrivevi le tue belle paginette con la macchina da scrivere meccanica o, per i più danarosi, quella elettronica, cominciavi la trafila della spedizione del plico con tutti i risultati che ormai dovremmo sapere a memoria.
Per farsi conoscere all’epoca l’autore emergente poteva solo frquentare l’ambiente, fare amicizia, scroccare e farsi scroccare da bere. Socializzazione a livello puramente umano.

Ma ora c’è internet, che non solo ha contribuito a portare la pornografia nelle case di tutti, ma è stato anche fautore di un fenomeno davvero intrigante: i blog.
Tantissimi usano i blog e ci scrivono dentro di tutto. Oltre alla succitata pornografia, potrete trovare ricette di cucina, immagini strane e divertenti, recensioni di libri, film e videogiochi, cazzi del blogger raccontati in linearità temporale (ovvero ore 6 mi alzo, 0re 6:15 piscio, ore 6:16 mi sgrullo e così via) e tanta altra roba.
Molti diventano famosi, popolari, cliccati, condivisi su facebook, Twitter eccetera, ed è a questo punto che entra in scena Fabrizio.
Fabrizio ha un sogno: realizzare un sogno. Uno qualsiasi. Pensava fosse la famiglia, poi si è accorto che mancava qualcosa, pensava fosse la macchina, ma alla fine non ha comprato quella che voleva lui, pensava fosse pubblicare un libro, ma tutti gliel’hanno rispedito indietro mirando al centro della fronte.
Così si fa il blog, lo chiama Wormhole Diaries perché gli suona figo, si mette un gravatar con l’astronavina e piazza sfondi a random (cioè, li cambia quando gli gira) a tematica cosmica e comincia a scriverci dentro.
Contemporaneamente anche Guido fa la stessa cosa, si crea un blog, lo chiama Blogghino di Guido (sto inventando, eh) e comincia a scriverci dentro pure lui.
Fabrizio e Guido hanno un elemento che li differenzia e uno che li accomuna.
Ciò che li rende differenti è che Fabrizio crede che scrivere su un blog sia un po’ (tanto) inutile, però si diverte, mentre Guido ha grandi ambizioni e spesso neanche lo trova divertente.
Entrambi, tuttavia, ottengono lo stesso risultato: scrivono un sacco di stronzate.
Fabrizio, che non pensa di aver nulla da insegnare a nessuno, lo fa consapevolmente. Non si sente migliore, lo fa e basta. Lo diverte, ciò gli è sufficiente. Potete criticarlo di non avere grandi ambizioni con quel ‘potentissimo’ strumento, che lo sta usando in modo improprio e che, soprattutto, a parte le sue inutili poesie ci scrive un sacco di banalità. Qualcuno lo perdona, in fondo è un cretino consapevole, qualcun altro preferisce altri lidi più interessanti. Nessuno gliene darà torto.
Guido ha le palpitazioni giorno e notte, deve, accidenti, DEVE scrivere qualcosa, ottenere contatti, gente che va sulla pagina, che lo legge, che sa che esiste. IO VIVO! Vorrebbe gridare dalla finestra, spamma il link del suo blog su Facebook, si infila in quelli altrui rilasciando commenti a caso nella disperata speranza che a qualcuno venga voglia di cliccare sulla sua icona, spesso si firma sempre col famigerato link, che andrà poi a disseminare in forum di ogni genere, poi lo scriverà sui muri dei bagni pubblici e sta pensando anche a una lettera minatoria a un politico a caso scrivendocelo dentro. Cioè, magari lo arrestano, però almeno prima vanno sul blog.

Provo a tornare serio, è un bello sforzo ma ci provo. Io mi diverto un sacco a leggere blog, anche quelli più inutili e stupidi, ma non ho la sensazione che non siano così penetranti come vorrebbero farmi credere.
Per dimostrarlo ne ho fatto uno, quasi tutti i membri del FIAE hanno un blog e allora, dico, che sono io l’unico stronzo che non ce l’ha? Mi faccio il blog, tié. Il risultato lo avete davanti, bello eh? Credo che mi diverta più io a scriverci cretinate che voi a leggerle, che poi è un po’ che quello che succede coi romanzi: uno lo scrive, ci crede, si diverte, poi qualcuno lo legge e lo guarda negli occhi perplesso. Beh, a qualcuno piacerà pure, non ne dubito.
Ma perché sto scrivendo queste cose nei miei articoli ‘Consigli non richiesti’, che sarebbero poi un diario da autore emergente sfigato?
Perché da quando c’è internet il blog è diventato effettivamente un ottimo strumento per diffondere se stessi, ‘vendersi’ diciamo, e gran parte degli autori emergenti ha capito che possono usarlo per ottenere un filo di popolarità o, addirttura, una sorta di curriculum.
Mettiamo che Guido riesca nel suo intento di ottenere qualche consenso, uno a caso va sul suo blog e scopre che esiste da mesi, che ci ha scritto dentro un sacco di roba, magari anche interessante. Mettiamo. Più facile è che Guido – ma pure Fabrizio va’! – infilino il link del blog (leggete queste ultime tre parole a voce alta e ditemi se non fanno ridere! No? Cazzo, una parentesi sprecata) nei propri curriculum, lavorativi e letterari.
Un editore che riceve un testo da questi due che accompagnano la sinossi con un link, andrà a mai a vedere dove conduce?
Boh?
Se lo sapessi sarei qui a decantare le lodi di WordPress e altri suoi concorrenti, così come la loro definitiva disfatta, invece sto a porre la domanda: boh? Che tanto domanda non è, ma il concetto è quello.

In conclusione, la vera domanda che dovreste porvi è: a che serve ‘sto articolo?
Non lo so, l’ho scritto di getto e lo rileggerò giusto per correggere gli errori di battitura, ma barerò facendomi aiutare dal correttore automatico di chrome. Faccio domande stupide per sentirmi dire che anche io, con questo blog, non cambierò il mondo.
Mi divertirò giusto un poco di più, inventandomi di sana pianta quello che dovrebbe essere il decalogo del perfetto bloggaro. Ovviamente opinabile, ma quando scrivi in corsa può venire fuori di tutto. Anche un conato.

Il Decalogo del vero bloggaro secondo Wormhole Diaries

1) Abbiate un po’ di sana follia, o siate sanamente folli. Anche portatori sani va bene
2) Procuratevi una divinità da bestemmiare quando il blog non fa quello che volete (cioè tutte le volte che sbagliate a usarlo)
3) Siate creativi quando spammerete il vostro link, in modo da non passare sempre per spammoni: qualche volta cercate di sembrare solo cretini
4) Scrivere articoli che non interessano a nessuno (come questo) è normale, va bene. Ogni tanto, però, mettete in moto il cervello. Giusto per avere un po’ di autostima, ecco
5) Se non aggiornate il blog da mesi perché non sapete che cavolo scriverci dentro, dite che vi state occupando di un grosso progetto, o che state studiando le formiche dell’Angola, o scusatevi ma avete cose importanti in pentola. Insomma, una balla qualsiasi.
6) Un post di soli video (a meno che non siano porno) non se lo fila nessuno, scriveteci dentro due parole e incrociate le dita. Oppure non fatelo e vi togliete dall’imbarazzo
7) Se vi beccano con degli errori di battitura ringraziate e correggete, se vi dicono che scrivete da fare schifo ringraziate ugualmente per il riscontro, se vi dicono che dite banalità ringraziate dicendo che non avete ambizioni, se in generale continuano a criticarvi ringraziate sempre: meglio passare per pacifisti ruffiani che per imbecilli
8) Un pensiero profondo aiuta a essere compresi, una cretinata a essere letti. Bilanciare funziona, la morale, poi, trovatevela da soli
9) Se un giorno incontraste Guido, fategli i complimenti anche se non ci credete: è bello far felice il prossimo
10 Se un giorno incontraste Fabrizio e proprio non vi va di essere ipocriti, ditegli pure che il suo blog fa schifo. Non è un problema: lo sa già, e gli va bene così

Un sentito ringraziamento a WordPress che, aumentando la dimensione del blog, mi ha permesso di postare questa immagine.

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2 commenti su “Consigli Non Richiesti Atto IV: E allora mi faccio il blog!

  1. Sono stato molto contento di scoprire che questo post risale al giorno in cui ho aperto il mio. Cioè ieri, ma detto così sembrava una cosa più seria.
    Sfrutterò il decalogo, sappilo!
    …devo solo scegliere se per il video da pubblicare sia meglio Sasha Grey o Selen.

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