Quando l’odio

Quando l’odio si arma del mio corpo la fodera mi sta stretta, la lama si affila e freme per affondare.
Quando l’odio trova alloggio nel mio cuore, si mette comodo e consuma vitto come un vorace abusivo.
Quando l’odio prende posto sul set dei miei pensieri, li dirige come un regista spavaldo e poco incline al confronto.
Quando l’odio diventa l’odore di cui si impregna la mia pelle, la ingrassa con tracotanza e disprezzo per il prossimo.
Quando l’odio scivola sulla mia mano, lo impugno e desidero che possa sparare in silenzio.

L’odio è un’entità orrenda e sublime, che credo sia quanto di più vicino all’antinomia.
E’ orrendo perché distrugge dentro e fuori, perché getta l’animo nell’oscurità, in un vicolo cieco di contorsioni fisiche e mentali, che non ha sbocchi costruttivi ed è solo destinato a produrre dolore, per se stessi e altri.
E’ sublime, perché pervasi da esso siamo quasi invincibili, l’odio da’ una forza smisurata al nostro pensierio e alle nostre azioni, ci illumina e spinge quando la depressione ci frena.
Ecco perché antinomia: due affermazioni contraddittorie, ma che possono essere entrambe dimostrate o giustificate.
In questo momento io odio, sto odiando ingrati e profittatori, persino stupidi al punto da non sfruttare questo vantaggio, arrivando a compromettere ogni successo. Li odio perché invece di migliorare se stessi hanno preferito delegare a me ogni azione, li odio perché nel chiedere qualcosa in cambio si sono voltati dall’altra parte, li odio perché nonostante sappiano che li odio non ne capiscono il motivo.
Ma soprattutto odio me stesso per aver permesso loro di farlo, mi odio perché ho aperto quella porta, per aver detto ‘sì’, per aver sussurrato ‘va bene’, mi odio perché ho capito tardivamente il male che essi rappresentavano.
E ora l’odio mi oscura e mi distrugge, genera frustrazione, richiama tristezza e depressione, si alimenta con l’insuccesso, coi volti e le voci disprezzabili, coi fiati e i sospiri, coi gesti e il rumore dei passi.

Dev’esserci un’uscita, da qualche parte, deve esistere una fiaccola che scacci il buio e una musica che copra le voci.
Deve esserci.
Perché tutti odiamo, ma non è ancora finito nulla.
C’è un’uscita o dovrò combatterlo. Perché quando l’odio arriva io lo odio.

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2 commenti su “Quando l’odio

  1. A volte mi lasci senza parole. Mi piace molto la sincerità senza fronzoli, anche quando è cruda, però cruda senza fronzoli di crudezza ostentata. È bello perchè sei proprio dietro la maschera, e parli da lì, questo è davvero prezioso.

    Certo che l’uscita c’è, comunque… Che sfida trovarla ogni volta, però… :/

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