Caro Gabriele…

Sono un uomo di famiglia, per quanto talvolta non sembri, così capita che ogni tanto mi trovi a partecipare a cose come matrimoni, battesimi e funerali. Purtroppo sono anche molto sfigato, e in questa occasione a farne le spese è stato il piccolo Gabriele, il festeggiato. Non avendo trovato un biglietto d’auguri da allegare al regalo, ho pensato, non senza ricevere polemiche a questa soluzione…

Caro Gabriele…

Un biglietto d’auguri parossistico e abbastanza strano
per compensare problemi tecnici

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Caro Gabriele, la nostra speranza è che i tuoi genitori conservino questo biglietto (se così vogliamo chiamarlo) fino a che non sarai in grado di leggerlo, ma soprattutto di capirlo. Vediamola così, dopotutto nessuno legge mai i biglietti d’auguri, li apre, guarda se ci sono dei soldi, li chiude subito e dice cose come “grazie” oppure “carino” e poi lo butta da qualche parte, dimenticandoselo. Un euro e venti centesimi sprecati.
Parliamoci chiaro, un po’ perché non avrebbe senso girarci intorno ma soprattutto perché tendenzialmente crediamo che la sincerità paghi: noi volevamo comprarti un biglietto d’auguri di quelli normali, ma è successo che all’Unes ne avevano solo per femminucce (e crearti crisi d’identità così precocemente lo riteniamo abbastanza stupido e poco produttivo). Certo, dirai, esistono pure le cartolerie, e noi ti daremmo pure ragione se nel frattempo non avessimo comprato pure il gelato.

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Vedi, a Garbagnate Milanese se vuoi entrare in una cartoleria hai due possibilità: o parcheggi in luoghi improbabili e ti fai dieci minuti a piedi (letali per il gelato) oppure vai a quella rinomata e antica del quartiere Quadrifoglio. Che ha chiuso due settimane fa.
Devi capire che decidere di scrivere questa cosa invece di girare mezza città col gelato sciolto ha creato un serio incidente diplomatico in famiglia, ma prova a pensarci: qualcuno sta leggendo questo biglietto! Urrà! Evviva! E’ la prima volta che accade nella storia dell’umanità, quindi non dev’essere un’idea tanto stupida.
Sarà più semplice acquistare o creare? Sarà più apprezzato un pensiero o un atto dovuto? A te la sentenza, noi adulti spesso non capiamo granché del mondo che ci circonda, forse solo quelli come te capiscono realmente come vanno le cose, chissà. In qualche modo, comunque, si rimedierà.

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E così ti hanno battezzato? O meglio, così ti hanno detto? Speriamo sia così, ma soprattutto speriamo che ti abbiano anche spiegato di che si tratta. Facciamo un sunto.
Un bel giorno un signore di nome Gesù si fece un giretto sulle rive del fiume Giordano e incontrò un tale che lavava la testa alla gente, Giovanni detto il Battista: che bella idea, dice, me la faccio lavare anch’io! E così eccoti il battesimo.
Nessuno prevedeva che ti sarebbe toccata la lavata di capo, ma pensa che altrove ti avrebbero fatto il bagno per intero, quindi puoi ritenerti fortunato.
In buona sostanza, a parte bagnarti ti hanno fatto entrare in una cosa chiamata comunità, che è un modo come un altro per dire che fai parte di un grande gruppo che a sua volta pensa di essere una grande famiglia. Talvolta ti verranno dei dubbi, ma non è questo il punto: il succo è che si è pensato di farti entrare in un circolo di persone che credono che un giorno quell’uomo che tu oggi hai imitato salverà il mondo.

Ora veniamo alle note dolenti: tu non ricorderai nulla di questo giorno. Succede infatti che, essendo tu molto piccolo, per motivi che ora non ti staremo a spiegare, nel prossimo futuro il tuo cervello (quella cosa che hai nella testa e che ti sta aiutando a leggere e che ti farà combinare un sacco di marachelle) si trasformerà e, purtroppo, non ricorderai più tutte quelle luci, quelle persone che a malapena riconosci e quel tizio vestito di bianco che ti ha lavato la testa.
Ma ci saranno sempre mamma e papà a ricordartelo, e se fai un salto da queste parti ti aggiungeremo sicuramente qualche dettaglio. Qualche gossip, toh.
Mentre scriviamo non sappiamo nemmeno se ci faranno mangiare qualcosa, ovviamente lo speriamo come (sempre) ovviamente ci auguriamo che tua madre non si scandalizzi troppo per questo biglietto fuori dal comune (che invece siamo certi sarà molto apprezzato da tuo padre).
Ah. Non ti sfugge niente. Capito. D’accordo, potevamo pensarci una settimana prima a comprare quel biglietto, ma stavamo studiano le formiche dell’Angola e ___________ (inserire scusa puerile a caso), quindi siamo riusciti ad attivarci solo il giorno prima.
Ma tu sei un tipo sveglio, se questi fogli sopravvivranno al tempo e riuscirai a leggerli siamo certi che, non dico due, ma almeno una risata te la farai.

Tanti auguri.

P.S.: Lo so che ti rode ancora per la torta, ma senza denti ci spieghi come facevi a mangiarla?

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