Consigli Non Richiesti Atto VII: Indiana Jones e il Testo Maledetto

Consigli Non Richiesti Atto VII
Indiana Jones e il Testo Maledetto
ovvero
‘Tu lo chiami libro nel cassetto, io archeologia’

scream

archeologia
[ar-che-o-lo-gì-a] s.f.

Scienza che studia le civiltà antiche attraverso l’analisi dei monumenti e dei reperti, ottenuti spec. per mezzo di scavi: a. classica

ATTENZIONE! COMUNICAZIONE DI SERVIZIO! IMPORTANTE! Elemento indispensabile per una maggior fruibilità dell’articolo è avere in sottofondo questo brano:

Buonasera e benvenuti a tutti a questa nuova puntata di Voyager, ai confini del mistero e dell’ignoto!
Questa sera vi parleremo di Ermanno, il nostro autore emergente che compirà un’impresa assolutamente degna di nota: addentrarsi nell’oscurità del suo comodino alla ricerca di testi antichi. Il pericolo è in agguato, nel buio non possiamo sapere cosa troverà, ma una cosa è certa: noi lo sapremo.

 voyager 1

Ermanno, ci sei?
Sì, vi sento, anche se un po’ disturbato…
Sei già dentro?
No, sto sul bordo del cassetto, ma appena l’ho aperto si è scatenata una tempesta elettromagnetica.
Addirittura? Strano, oggi le previsioni davano sereno-variabile…
No, no, qui c’è una tempesta, ho visto cadere dei dischi volanti, un gran casino…
Degli UFO parliamo la prossima puntata, ora ci interessa la tua impresa: sei nervoso?
Abbastanza, sono vent’anni che non apro il comodino, non so cosa potrei trovarci.
Noi saremo con te in diretta, però ti chiediamo di essere prudente: se vedi dei pericoli torna indietro!
D’accordo, tra poco entro…

Ecco, avete sentito: Ermanno si appresta a entrare nel comodino dove, pare, siano stati lasciati testi antichi e di gran valore che oggi, forse, l’umanità intera potrà toccare con mano. Intanto lasciate che presenti il nostro esperto, il professor Franco Ausilio, esperto in archeologia spicciola e docente di Linguistica Totale presso l’Università della Sorbole. Professore, secondo lei dopo vent’anni che valore potrebbero aver raggiunto questi testi?
Se devo essere sincero non ne ho proprio idea, vent’anni sono tanti quindi potremmo avere tra le mani un nuovo Hemingway come un ennesimo Caruso Partuli.
E chi è Caruso Partuli?
Uno che ha pubblicato solo per Editori a Pagamento e ora elemosina a Vittuone dando in cambio copie dei suoi libri.
Interessante e… ecco! Ecco! Ermanno è entrato, siamo in contatto con lui!

Ermanno, ci senti?
Forte e chiaro, qui la perturbazione non ha effetto.
Dicci cosa vedi.
Vedo… è molto buio, la torcia fa fatica a illuminare. Uso il visore notturno.
Ecco, anche la tecnologia si rende indispensabile per questa impresa!
C’è qualcosa in un angolo, sembra… un pacco o qualcosa del genere…
E’ assolutamente emozionante, Ermanno, ti prego avvicinati ma con cautela.
Sì, è proprio un pacco, una busta della spesa Esselunga. Dentro c’è qualcosa, sembrano… è un plico! Un plico di fogli, e sono pure scritti!
Eccezionale, il primo ritrovamento. Riesci a capire di che si tratta?
C’è una specie di titolo, vediamo… “Esegesi di Filippo il domenicano irritato”. Me lo ricordo, un mio vecchio romanzo breve che scrissi durante l’ultimo anno dello Scientifico. Lo apro.
Fai attenzione…
Sì, è lui. Era la storia di un frate domenicano che si innamora di una pescivendola, così getta la tonaca alle ortiche ma siccome lei lo respinge decide di rimettersela, irritandosi la pelle per il veleno della pianta.
Incredibile! Un testo memorabile senza dubbio.
Sì, è molto bello. Lo feci leggere a mio zio che aveva una libreria e mi disse che ci potevo anche fare qualcosa.
E perché l’hai lasciato nel comodino?
Non mi ricordo bene, fammici pensare… Credo che fu quando cercai di farlo leggere in classe e il professore si rifiutò, ci rimasi molto male.
Sono le piccole delusioni dell’adolescenza, non preoccuparti.
Lo metto nello zaino.
Vedi qualcos’altro?
C’è un mucchietto di carta, anzi… è un mucchio enorme! Mi avvicino. Sì, tanti documenti, tutti scritti, c’è un forte odore di vecchio.
Un altro libro?
No, si tratta… appunti, racconti brevi, storie scolastiche.
C’è qualcosa di buono?
Mah, forse questo plico rilegato con le pinzette. Racconti dell’orrore, mostri, fantasmi, morti viventi. Roba buona. Me n’ero dimenticato. Ehi, c’è anche un racconto molto innovativo, come ho fatto a scordarlo?
Di che parla?
Una ragazza si innamora di un vampiro bellissimo, che la ricambia e quindi non le succhia il sangue. C’è un po’ di tutto, lupi mannari, spettri che uccidono con la voce e cose così. Avevo pensato a una trilogia.
Sembra tutto molto interessante, portalo via.
Sì, stavo già raccogliendo: il mondo deve sapere.

Torniamo in studio. Professor Ausilio, cosa ne pensa di queste scoperte?
Credo che la storia del domenicano sia interessante, per il vampiro romantico non mi pronuncio: non mi intendo di quelle cose.
Ritiene che ci possa essere un editore interessato al frate?
A essere onesto non so, forse la Cialtroni Editore.
Grazie, professore. Ora torniamo nel comodino.

Eramanno, ci senti?
Ho fatto una scoperta pazzesca!
Dicci, dicci!
Poesie. Tantissime, roba da riempirci almeno una decina di libri.
Pensi che oggigiorno la poesia possa interessare a qualcuno?
La poesia non ha età, se Petrarca vende ancora un motivo ci sarà…
Leggici qualcosa.
Amore, amore mio, sei la stella del mattino/Mentre ti penso sul mio cuscino
Che cos’è?
Sembra una poesia d’amore… ehi, è roba forte! Io prendo tutto.
Ce la farai a portare tutto indietro?
Non so, forse potrei accontentarmi di queste cinquecento poesie e magari il resto torno a prenderlo con un’altra spedizione: penso che piazzando il romanzo del frate dovrei riuscire a finanziarla.
Eccezionale, facciamo tutti un applauso a Ermanno!
Grazie, grazie. Ora rientro.

Di nuovo in studio. Professore, la poesia è una buona cosa, vero?
Sì, ma accostarsi a Petrarca, non so…
Certo, è un po’ azzardato, ma non possiamo mai sapere. Io non mi intendo molto di poesia, ma quei versi mi sembravano qualcosa di interessante.
Se lo dice lei…
Intanto ci comunicano che Ermanno è uscito, la tempesta elettromagnetica è terminata. Bene. Ermanno? Ermanno, ci senti?
Sì, vi sento, ma scusate che vado di corsa!
Dove stai andando?
Devo correre a spedire questa roba a tutte le case editrici che conosco: coi tempi di lettura che hanno e il valore del materiale devo sbrigarmi!
Va bene, allora ci rivedremo ancora per la prossima spedizione.
Contateci. Arrivederci a tutti!
Bene, e ora passiamo ad altro. Cosa accade se un alieno si incrocia artificialmente con un residente di Pizzo Calabro? Scienza ed esoterismo si mischieranno nel nostro prossimo servizio: il mistero dell’essere misterioso, il temibile Aliendranghetino…

voyager 2

E ora la morale spicciola per un consiglio non richiesto. Quanta roba ho nel mio cassetto, quante volte l’ho guardata con la tentazione di usarla e spedirla a mezzo mondo. Poi però la prendo, la leggo, la guardo con obbiettività e ammetto che non è proprio il caso, che quando una cosa è vecchia forse oggi non va più bene.
Pensiamoci. Se abbiamo scritto un romanzo a 16 anni e oggi ne abbiamo 40, potrebbe anche essere che ciò che allora ci sembrava bello oggi non lo sia più di tanto, dopotutto avevamo 16 anni! Ho passato in rassegna tutta la mia vecchia roba, alla fine ne ho tenuta solo una. Una. Che ho rivisto da cima a fondo riscrivendo intere parti, perché si vede che è giovanile e necessitava di una rinfrescata.

Quando dico che fare questo esercizio è archeologia, non è per sfottere e basta. E’ bello vedere i nostri trascorsi, ma non sempre i lavori giovanili sono validi o pronti a essere spediti. Rileggiamoli, cercando di essere obbiettivi: nella maggior parte dei casi torneranno a essere piacevoli ricordi.
Ricordiamo che il cassetto contiene quello che ci ha fatto diventare ciò che siamo ora, contiene e conserva le nostre passioni: teniamo conto del valore di questo passato e guardiamo davanti a noi.
Forse è il caso di riprendere la penna in mano e cominciare a scrivere qualcosa di nuovo.

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