Scrittori emergenti: il self che comincia presto, finisce presto e di solito va a braccetto con la Scuola Holden.

Il self-publishing, detto anche Print On Demand (POD) è un’arma a doppio taglio, dove l’unico che si ferisce è l’autore stesso. Ho detto e ripetuto che bisogna essere critici sul proprio lavoro, impegnarsi e farsi il culo, questo sistema ha il solo vantaggio di dare il vostro nome su una copertina di cui non fregherà un accidenti a nessuno. E quelli che si scotteranno acquistando un prodotto scadente (leggasi libro di merda) non torneranno più da quelle parti. Leggete l’articolo di Giramenti e fatevi due conti.
Ve lo dice una vittima, inconsapevole ma ugualmente colpevole.

giramenti

E anche stavolta avrei evitato di parlarvene, ormai funziona così: più tento di fingermi morta, più escono articoli che mi tirano per i piedi.
Di nuovo devo ringraziare Affaritaliani.it, e il suo articolo dedicato a Ilmiolibro.it.

Parlare di self su Giramenti è come mettersi un vespaio in casa, soprattutto quando si va a toccare l’autore che si autoproduce e poi si autospamma con recensioni proprie spacciate per altrui su Ibs, Yahoo Answers e via andare. Ma anche con link all’acquisto piazzati sulle bacheche Facebook del primo che capita, o con messaggi promozionali spammati a tutti i contatti sui social network.

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