L’opinabile caso delle ferie Parte II

Eh, sì, io vado in ferie due volte, anche se a ‘sto giro pago solo il viaggio. Poi basta, mi tocca sopportare un altro anno. Chiamare ‘ferie’ ciò che mi aspetta, però, è davvero eufemistico.

Bivongi. Mi tremano le dita mentre scrivo. Il paese di mia moglie e pure, ci mancherebbe, dei miei suoceri, tutti e due. Infatti starò a casa loro.
Una terra lontana, mistica, governata da leggi proprie, quasi eterea. E’ un po’ come il Molise, nessuno ha idea di dove si trovi, ma qualcuno giura di esserci stato (ma senza mai fornire prove). Un luogo misterioso per cui Voyager pagherebbe oro duro e puro pur di farci un servizio, una realtà amena e… avete capito che sto dicendo cazzate? Bravi.
Non me ne vogliano i bivongesi, ma davvero io non so mai che minchia fare dalle vostre parti, pur mettendomi d’impegno.

Sveglia presto, mi caricano di peso in macchina, 30 km per raggiungere il mare, spiaggia libera e quindi lurida all’estremo, chiedi un caffé freddo e sfoderano una bottiglia contenente moka del giorno prima, chiedi una birra e ti danno la Dreher (che vende praticamente solo da quelle parti).
Vuoi un bicchiere di vino? Coraggioso… qua non scende sotto i 50°, è come bere una grappa alla benzina, per chi frequenta.
Va beh, sto scherzando, estremizzo un po’ per farci due risate, ma spero di non offendere nessuno dei miei famigliari acquisiti, dopotutto che mi ci rompo le palle è assodato ufficialmente (con tanto di manifesto del Comune), ma poco importa: alla fine io non sono fatto per le ferie, quindi è colpa mia.

Vorrei mettere qui la storia del paese, ma davvero nemmeno wikipedia riesce a essermi d’aiuto, cioè è talmente complessa e antica che è difficile anche solo incollarla, così vi do’ direttamente il link se vi interessa:

http://it.wikipedia.org/wiki/Bivongi

Leggetelo, perché è molto interessante, al di là delle battute sceme che faccio.
Ora lo so che mi attirerò le ire dei bivongesi per le razzate che ho sparato, ma se c’è una cosa che apprezzo dei calabresi è l’autoironia quindi beccatevi ‘sta leccata e mettete in fresco la Dreher: tutto il mondo è paese e al bar ci si diverte sempre e comunque.

chiusoperferie

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