Recensione: STRIX JULIA di Cristina Lattaro

strix julia

Fosco è un uomo come tanti in una città come tante, che vive una vita come tanti. La sua perenne insicurezza è sottolineata da una moglie che prende decisioni o lo orienta alle proprie, dandogli l’illusione di un controllo che in realtà non ha. Il rifugio di Fosco a questa debolezza è la costruzione di un’esistenza ordinaria, cadenzata da giornate tutte uguali e da un lavoro a cui si dedica anima e corpo, spinto da un’ambizione che pare più una scusa per ritagliarsi un posto tutto suo nel mondo. Un figlio in arrivo pareva quasi obbligato. Normale.
L’ordinario e la sicurezza materiale vengono però spazzate via in un’istante da Julia, una Strix. Una strega. Julia coinvolge Fosco in una missione pericolosa ,difendere un’infante, strega in fasce, dall’assalto di una creatura mostruosa. E’ l’inizio di un incubo. Il mondo di Fosco va rapidamente in pezzi, messo in discussione dall’attrazione smodata che nutre verso Julia la quale, ogni mese, torna a prenderlo per condurlo verso nuove, pericolose e anche insipegabili avventure. Viaggi a ritroso nel tempo e nel futuro, un’organizzazione clericale che vuole distruggere le streghe, un misterioso vaccino che potrebbe salvarle: Fosco viene trascinato da tutti questi eventi riuscendo solo in piccola parte a dominarli.
Ma chi è Julia? Cosa vuole realmente da lui? Ricambierà il suo amore?

Quando si approccia un Fantasy, nella fattispecie urban Fantasy, è lecito aspettarsi una serie di eventi chiave, che chiameremo cliché, che ne denotino il genere. Strix Julia non fa eccezione per alcuni, mentre è totalmente priva di altri. Inizia veloce, le avventure di Fosco vengono innescate dopo appena due pagine, poi prende lunghe pause raccontando di lui, nel suo mondo, rimasto ad attendere una nuova chiamata della sua strega. Sulle prime l’idea è interessante, poiché Fosco dismette i panni dell’eroe per caso indossando quelli comuni e sofferenti di un uomo innamorato, combattuto tra l’amore per la moglie e la travolgente passione per Julia, che pure non gli accenna un gesto di dolcezza o complicità.
Poi si torna all’azione, all’improvviso. Sappiamo che i viaggi nel tempo cominciano dopo la discesa dalla corriera, ma non vediamo quasi mai il momento in cui ciò avviene. Non vediamo l’incantesimo, il gesto, la sequenza. E ciò non è propriamente quel che ci si può aspettare da un Fantasy.
Fui messo in guardia prima di iniziare a leggere il libro, mi fu detto che era fin troppo fantastico, denotando una certa banalità. Di norma ascolto i suggerimenti, ma non i moniti, e quindi l’ho letto ugualmente. Troppo Fantasy? Troppo poco, direi. ale scene d’azione sono pochissime, divertenti e dinamiche ma brevi, di incantesimi se ne vedono ben pochi e le Strix sembrano più Amazzoni che streghe.
Eppure è stato questo suo poco essere Fantasy a farmi piacere Strix Julia, dandomi più l’impressione che la Lattaro volesse raccontare di Fosco più che della strega, sensazione che acuiva sempre più a ogni passaggio nel mondo reale. Devo ammettere che alla terza menata del protagonista sul suo desiderio per Julia non ne potevo già più, ma ho apprezzato il tratteggio del personaggio, che di certo non ha una valenza positiva; mettere un protagonista di questo tipo è rischioso, perché si rischia di farlo odiare dal lettore. In effetti Fosco mi è stato sulle scatole dall’inizio alla fine, ma si tratta di una figura positiva per il suo ruolo, più che per la sua personalità.
Si arriva alla fine senza problemi, tra vari frammenti di storia che all’ultimo capitolo vanno dolcemente al proprio posto, regalando un finale non originalissimo ma di sicuro appagante.
Cosa avrei voluto di più? Altre sequenze di lotta, ulteriori viaggi nel tempo (quelli nel passato sono i più avvincenti), qualche spieghino per approfondire le strix e la loro storia… tanto altro, insomma, il che fa raggiungere al libro il suo scopo ultimo: far desiderare di più. Il che non è poco, a ben vedere, sperando che Cristina Lattaro decida in futuro di rimettere mano al personaggio.
In conclusione un fantasy atipico, molto intimista, scritto benissimo e scorrevole come doveva essere. Lascia qualche vuoto, fa desiderare maggior approfondimento e qualche dettaglio aggiuntivo, ma in buona sostanza soddisfa e se ne va regalando dei bei momenti e qualche ricordo. Il che, vista la pochezza di molte pubblicazioni più blasonate, è qualcosa da tenere in considerazione.

Cristina Lattaro nasce e vive a Rieti. Esercita la professione di ingegnere elettronico presso il reparto di Ricerca&Sviluppo di una multinazionale statunitense. Titolare di cinque brevetti USA e presente in due articoli scientifici, ha pubblicato nel dicembre 2011 La saggezza dei posteri, nell’aprile 2012 Lusores – Calciatori, nel novembre 2012 Il volo di carta in due e-book, nel gennaio 2013 Milites – Soldati. Dal 30 agosto 2012 è ospite fisso in un ciclo di trasmissioni dedicate ai libri e all’editoria presso l’emittente televisiva Rieti Lazio TV  (RLTV, canale 677 digitale terrestre).

Il romanzo è acquistabile direttamente dal sito dell’editore oppure su IBS.

Autore: Cristina Lattaro
ISBN: 978-88-97674-07-8
N.pag.: 216

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3 commenti su “Recensione: STRIX JULIA di Cristina Lattaro

  1. Ciao Fabrizio,
    grazie per la lettura approfondita del libro e per il tuo tempo.
    Come hai intuito Strix Julia avrà almeno un seguito, in molte parti già definito, che svelerà motli altri particolari sul suo mondo!

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