Sui Generis: Fantasy!

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Assaggia la mia spada a due mani 3D6+critico x2, maramaldo!

Lo so, tra voi c’è qualche giovane che alla parola fantasy si aspettava di vedergli associato un visetto pulito e occhialuto, lo so, tra voi c’è qualcuno meno giovane che si aspettava un’elfetta discinta in bikini di mythril. E invece vi beccate Conan il Barbaro, mica cazzi, che per me il battesimo di fuoco l’ha fatto proprio lui.
Ho il padrino armato di spadone e pure grosso come un armadio e me ne vanto.

Correvano gli anni ’80, decennio mai abbastanza lodato per libertà, creatività, cazzaggine e scelleratezza, erano gli anni in cui dormivo in salotto e la sera guardavo la televisione coi miei, che non trovarono nulla di strano nel mostrarmi un barbaro di due metri che affettava briganti e serpenti, che trombava come un riccio e faceva a pugni coi demoni. Ma quelli erano anche gli anni in cui mandavano le poppe sul piccolo schermo e nessuno ci faceva caso, nemmeno la mamma che guardava con me i filmetti di Lino Banfi.
Ora se fai vedere a un bimbo Conan il Barbaro chiamano i Carabinieri, che stai traviando un infante col rischio di farlo diventare un potenziale assassino e minaccia per l’umanità. Lo sanno tutti, in fondo, che Hitler era un fan di Schwarzenegger. E magari han pure ragione, dopotutto questo blog è la conseguenza di una mente infantile traviata da spadoni e bordate di sangue sullo schermo; guardavo pure i Puffi, per carità, ma Conan era molto più figo, se li mangiava a merenda i buffi ometti blu.

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Che poi, tutto sommato, tanto mosci non erano

Il termine fantasy è inglese. Direte: ma va? Eh, non è sempre scontato, meglio specificare, vedi horror.
Come tutte le cose buone e ruspanti nasce nell’Ottocento in qualità di letteratura fantastica, dominata dal surreale e dall’immaginario sfrenato dei suoi autori i quali, non dovendosi confrontare con nulla, potevano dar libero sfogo a ogni particella di fantasia. I cliché non li avevano ancora inventati.
E’ interessante notare come le sue origini siano legate al folklore, ai miti, alle leggende. Possiamo prendere l’Anello dei Nibelunghi e dirci che è fantasy, non ci sarebbe nulla di male, ma quella parola racchiude in sé un sacco di elementi. Non possiamo, infatti, ridurre il fantasy a elfi e folletti, perché potremmo buttarci dentro anche l’horror e le storie di fantasmi.
Per evitare confusione parleremo del genere facendo riferimento alla sua accezzione più comune, senza esaminare la contaminazione tra i generi. Parliamo quindi del fantasy come genere contemporaneo, quello nato nel XIX° secolo con opere quali ‘Il meraviglioso mago di OZ’ e ‘Peter Pan’, giusto per far capire dove voglio andare a parare. Pinocchio? Certo, mettiamoci pure lui. Con questi titoli è evidente il target che avevano, ovvero quello infantile ma che poi verrà recuperato anche dagli adulti per la valenza pedagogica di queste opere, così come le allegorie e i simbolismi legati al mondo reale, romanzi quasi filosofici come ‘Alice nel paese delle meraviglie’ e addirittura sociali, come quella gran genialata di ‘Un americano alla corte di re Artù’ di Mark Twain (uno dei miei scrittori preferiti, conosciuto proprio in tenera età). Liberi di non essere d’accordo sulle mie associazioni, oggi come allora mi hanno sempre dato questa sensazione e non riesco a scrollarmela, nemmeno davanti a saggi grandi così scritti da esperti con cervello tanto.
Ma io ero di quelli che cancellava le parafrasi dai margini dei Sepolcri, che a parer mio non servivano a una mazza, forse non faccio testo.
Ovviamente per me il fantasy moderno, quello che ancora ci perseguita tra mille influenze, nasce negli anni ’30. Perché? Perché furono gli anni di Conan il Cimmero, che tanto bene ha fatto alle casse di molte palestre, e di quella cosuccia nota come ‘Lo Hobbit’ (‘Il Signore degli Anelli’ arrivò nel 1954).
Non ho bisogno di spararvi questi presupposti nella zucca, diciamocelo chiaramente: la maggior parte di voi quando evoca il termine ‘fantasy’ pensa a questa roba. Sì, lo so, del maghetto parliamo dopo…
Poi arrivarono gli anni ’70 e quell’altra cosa nota come Dungeons & Dragons. Lui e tutta una serie interminabile di emuli si appropriarono dei cliché ormai quasi consolidati del fantasy per inventare il Gioco di Ruolo, che il vostro blogger non preferito ama quanto la figlia. Il fantasy ebbe un’impennata enorme grazie a questi giochi, una scalata che non è ancora terminata: il genere continua a contaminarsi, perché se prima i giochi prendevano ispirazione ora è il fantasy stesso a ispirarsi ai videogame (a loro volta ispirati da lui e così via, un ciclo senza fine).
Qualche esempio di contaminazione? In origine era la fiaba, poi venne l’avventura, poi il tetro (Lovecraft, per quanto annoverato come autore horror, aveva tematiche molto vicine al fantasy), Pratchett ha dimostrato che si può anche ridere con elfi e folletti, la Bradley che non c’è nulla di male nel farli incontrare con degli alieni (anche se i suoi alieni sono terrestri).

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Non scomodarti, di te parleremo più avanti

Discorrere del fantasy in un semplice post è difficile quanto evocare Crom (noto per infischiarsene delle preghiere altrui), però un elenco dei sottogeneri attualmente circolanti lo farei. Siccome ce ne sono un casino (calcolati circa 27, causa contaminazioni in costante crescita), mi limiterò ai seguenti.

Sword and sorcery

Lo chiamano pure Fantasy Eroico ed è fondamentalmente ciò a cui siete abituati: guerrieri senza macchia e paura, maghi intelligenti e spesso stronzi come il controllore che vi becca sul tram senza biglietto, regni incantati col re che un giorno tornerà, ma nel frattempo si gode la villeggiatura, elfi, nani, gnomi e creature malevole con l’alitosi.
Conan il Cimmero ovviamente rientra in questa categoria, ma possiamo infilarci pure i vari Dragonlance e lo sterminato materiale ispirato da Dungeons & Dragons e le già citate opere della Bradley (La donna del falco è il mio preferito) che accentuano i protagonisti femminili. Potrei non finire più, l’importante è che abbiate capito. Ah, ci stanno pure i draghi! Grandi, grossi, belli e qualche volta si inalberano.

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Draghi! Ho detto DRAGHI!

Urban fantasy

Allora, lo Urban Fantasy è addirittura un sottogenere di un sottogenere, detto Fantasy Contemporaneo, che praticamente spara tutto quello che sappiamo dell’argomento in tempi moderni (tendenzialmente, ma con la scusa del viaggio nel tempo porta tutti ovunque, un po’ come il Doctor Who). Le tematiche cambiano, l’eroismo cieco diventa più stratificato, ci stanno i patemi, le pippe mentali e il fascino di trovarsi un mago incazzato che spara fulmini in Corso Sempione a Milano.
Infiliamoci la saga dei Guardiani della Notte di Sergej Luk’janenko, ma anche lo Strix Julia qui recensito. I vampiri di Twilight? In teoria usa dei topoi horror, nella pratica è molto urban fantasy. Harry Potter? Uff… va beh, anche lui, ma fa un caso a sé.
Da non confondere con lo Steampunk, che è un altro paio di maniche, infatti…

Steampunk

Pronti ai franchi tiratori, ci sta un esercito di gente là fuori che questa cosa vorrebbe portarla nella fantascienza. Opinioni. Io sto dalla parte di quelli che lo considerano un sottogenere del fantasy per pochi semplici motivi.
Intanto definiamolo. Lo Steampunk sta effettivamente a metà tra il fantasy e la fantascienza, tanto da far genere a sé stante. Tecnologia anacronistica si fonde con ambientazioni puramente fantasy, ma non del tutto. Pensiamo che le ambientazioni principali hanno valenza storica, collocandolo spesso nell’ottocento (e particolarmente a Londra). La macchina della realtà di Gibson ne è considerato il capostipite, anche se a dire il vero tutta questa letteratura non è così sterminata. Però se guardiamo i fumetti (in particolare i manga) le cose cambiano, se poi ci spostiamo nel campo videoludico si apre un mondo.
E’ bello tener presente che con lo steampunk nasce una sottocultura fatta di un immaginario distopico, macchine a vapore, elfi e nani che prendono il treno (giocare Arcanum per credere). Abbiamo anche la musica, sapete? Peccato che sia una deriva dell’Industrial e non se la filino in molti (a me personalmente provoca sbadigli epici che manco Fafnir davanti a Sanremo).

Fantasy umoristico

E qui mi confesso. Ci ho provato, giuro, io l’ho scritto un romanzo del genere. Non è neanche male, ma non è stato abbastanza per circa una decina di editori, nonostante le tremila revisioni subite. Pazienza, non tutte le ghiande diventano albero.
Direi comunque che dal nome siano davanti all’evidenza, ambientazione fantasy (elfi, folletti, nanetti) e storie demenziali o comunque comiche. Pratchett vi dice nulla? La Serie del Mondo Disco? Porcavacca, ma che leggete a fare… a studiare!

E ora il momento che tutti aspettavate…

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Io vorrei evitare di scrivere qualcosa in merito a questo smidollat… ops, volevo dire personaggio, non tanto perché mi stia sui coglioni, ma perché se si viene a sapere all’oratorio che parlo di Harry Potter mi tolgono il saluto. Che resti tra noi.
Alla Rowling dobbiamo dare un merito: è riuscita a far sembrare l’ultimo degli sfigati come un grandissimo eroe, il che ha una sua valenza pedagogica mica da poco. Ma ha pure un demerito, ovvero di aver generato una schiera di ammiratori-fanatici che appena gli tocchi quel bamboccio ti vengono a casa a bruciarti lo zerbino.
Allora, dunque, mettiamo in chiaro quanto segue:

1) Non sto facendo una recensione, quindi mi arrogo il diritto di dire quello che mi pare
2) La verità assoluta non sappiamo ancora a chi è stata concessa
3) Che ci crediate o meno, ci sta un sacco di gente là fuori che il maghetto lo vorrebbe prestare un secondo a Eymerich l’Inquisitore (Evangelisti, grazie) per farne un simpatico paletto segnaletico

Poi, ribadisco che sono cresciuto a pane e Conan, quindi per me una bacchetta di legno contro una spada d’acciaio non regge manco il confronto. Ecco quindi che vi ho preparato, in chiusura, lo scontro del secolo!

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Sarà rapido, ma non indolore.

-Conan guarda Harry Potter
-Harry Potter si caga in mano, che era meglio il basilisco
-Conan, nella sua lungimiranza, gli fa cenno che può tornare a casa a succhiarsi la bacchetta
-Harry Potter, che è scemo, lo scambia per Voldemort e sfodera la succitata bacchetta
-Conan non crede ai suoi occhi
-Harry Potter gli intima di prepararsi alla lotta (beh, almeno conosce la cavalleria)
-Conan fa spallucce e mette mano all’elsa
-La terra trema, He-man fugge spaventato (sì, c’era anche lui)
-Conan sfodera la spada
-Harry Potter si ricaga in mano e forse non è più convinto che sia stata una buona idea
-Conan fa il suo numerello con la spada, te la gira, la ruota tipo nunchaku e in generale dimostra di essere un gran figo
-Harry Potter sventola la bacchetta e grida “Expelliarmus!”
-Una saetta esce dalla bacchetta e colpisce la spada, facendola cadere
-Conan è allibito
-Conan sorride (rarissimo)
-Conan si avvicina disarmato a Harry Potter, che continua a cagarsi in mano
-Conan gli dice ‘bravo’ e Harry Potter quasi ci crede
-Conan gli spacca il cranio con un cartone
-Harry Potter muore

Conan 1 – Harry Potter 10 punti di sutura

Morale: se Harry Potter perde la bacchetta è fottuto, se Conan perde la spada si incazza e usa il resto del repertorio, che un cristone di due metri per due destinato a diventare re, dopo essersi pappato i puffi col maghetto ci fa l’ammazzacaffé.

E giunse alfine il momento interattivo. Che ci consigliamo?
Stavolta sarò banalissimo e vi dirò La Storia Infinita. No, non sono del tutto rincoglionito, perché secondo me si tratta di uno dei romanzi fantasy più belli e completi mai realizzati.
Ovviamente consiglio, per chi avesse molta fortuna, di reperire quella vecchia della Longanesi, altrimenti quella della TEA del 2007. Perché? Per il testo colorato, rosso quando nel mondo reale e verde a Fantasia, esattamente come l’aveva pensato Ende.
Sconsiglio invece l’edizione economica, sempre della TEA, del 2009: il testo colorato sparisce e diventa normale+corsivo. Triste.

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Prossimo: Fantascienza! Extraterrestre portami in Via Montegrappa, che m’aspettano al bar

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6 commenti su “Sui Generis: Fantasy!

  1. Anche se tutto il resto fosse stato un ricorsivo ripetersi di “Vaffa Flanders” sarebbe bastato il riferimento ad Arcanum a trasformarlo in un articolo degno di essere letto. *_*

  2. Pingback: Sui Generis: Horror! | Wormhole Diaries

    • Lo volevo fare, ma siccome in questi articoli la serietà va a farsi benedire ho ritenuto evitarlo. Forse a torto. Comunque l’articolo sulla fantascienza, per quanto non potrà mai essere completo, sarò un po’ più preciso. Forse.

  3. Considera che ho fatto parecchia fatica a finire i primi due racconti e il terzo non ho la benchè minima voglia di iniziarlo. Per cui, poco male 😀

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