Deprecabile autostima

Ricevo un giornale, si tratta de La Settimana di Saronno, di venerdì 30 luglio. A pagina 23 un articolo a tutta pagina che parla di Vincenzo, mio cugino, morto il 21 di quel mese e che ricordai in un articolo, questo.

Fu un periodo duro, come lo può essere per chiunque quando muore un caro (e che magari hai pure visto nascere), ma il momento peggiore, per me, è questo, l’istante in cui sto scrivendo.
In quel periodo scrissi molto, buttai fuori diversi articoli e per la prima volta da quando avevo aperto il blog l’occhio mi cadde sul numero di contatti. Notevole, per le mie aspettative. Non è mai stata una mia prerogativa, ma devo ammettere che mi ha esaltato.
Leggo il giornale, la giornalista ha riportato il mio articolo con tanto di link.
Guardo la data e poi la curva dei contatti.
Mio Dio.
Il momento di massimo picco è stato quello. E io ne ero pure andato fiero.

Ora mi sento una merda, è come se avessi speculato, a un livello di pura masturbazione d’orgoglio, sulla morte di mio cugino.

Non voglio più guardare quella pagina dei contatti, o almeno per molto tempo credo non sentirò la necessità di farlo, perché in quei numeri io vedo uno stupido e parassitario orgoglio.

Chiedo scusa a tutti, soprattutto a te, Vincenzo.

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