Parliamo del Nulla

Nei giorni scorsi il buon Luca Fadda ha tentato un curioso e coraggioso esperimento: pubblicare un ebook su Amazon autonomamente, allo scopo di scalare le classifiche.
Fin qui nulla di strano, direte, in quanti ci provano?

Il Nulla

La differenza sta nel fatto che ‘Il Nulla’ è un libro di 350 pagine di… nulla. Pagine vuote, giustificate da questa sinossi:

“La crisi che attraversa ogni scrittore almeno una volta nella vita. Minuti infiniti che scorrono vischiosi sulle pagine di un libro. L’apologia del vuoto che accompagna la disperazione. Cosa resta a un uomo, quando ormai non ha più niente?

Un’opera unica nel suo genere: 345 pagine di NULLA
Da leggere.”

Che lo dica lui stesso che il libro è vuoto già aiuta, ma allora come si spiegano i 250 DOWNLOAD?
L’operazione è cominciata attraverso Facebook, mettendo il libro in promozione a costo zero e invitando a scaricarlo. Lo abbiamo fatto in molti, arrivando a scrivere recensioni palesemente false e invogliando altra gente a prenderlo.
Uno solo ha GIUSTAMENTE scritto un commento negativo, dimostrando di aver mangiato la foglia.

Risultato?
Primo in classifica tra i titoli gratuiti.
Quarto in classifica tra i best seller Kindle.

Ma perché? Vi rispondo con le sue stesse parole:

“Tutto ciò non dimostra niente che non fosse noto agli addetti ai lavori. Ma pensare che con sole 250 copie si scalino le classifiche forse più seguite come consiglio all’acquisto fa pensare. Forse l’algoritmo che genera quegli elenchi non funziona a dovere, e forse sarebbe il caso di rielaborarlo anche in base alle recensioni. Certo, le recensioni però sono (come nel mio caso) assolutamente false, soprattutto per gli autori sconosciuti.
La cosa che però volevo mettere in evidenza riguarda gli autori, i self publisher che dopo aver messo il loro capolavoro su Amazon, lo sparano in tutti i luoghi e in tutti i laghi.”

Dovreste sapere cosa penso del self-publishing, lo chiamo onanismo ma sono ugualmente felice che esista, perché sta togliendo ‘clienti’ agli Editori a Pagamento. Ma autopubblicare non vuol dire successo garantito perché avete bypassato il filtro qualitativo di un editore, vuol dire mettere in commercio (perché il 99% se lo fa pagare) un libro che, a conti fatti, potrebbe fare davvero schifo, tra errori grammaticali, di battitura, di lessico, tra storie banali, noiose o plagiate.

Potete pensare quello che volete dell’intera operazione, che è bieca, che il fatto di averle dato corda rende noialtri complici di una ‘truffa’, ma prima di flammare vi invito a leggere l’articolo di Fadda sul suo blog per farvi un’idea più chiara dell’esperimento E chiudo ancora con parole sue:

“State calmi per cortesia, non enfatizzate un successo che non ha alcun riscontro con la qualità. Non mettetevi la parola “scrittore” nel profilo. Siate più onesti, prima di tutto con voi stessi. E vi chiedo una cortesia: il self publishing è un’ottima cosa, o meglio lo sarebbe se non ci fosse tanta schifezza pubblicata con questo sistema. Cercate di leggere, di documentarvi, di creare storie o stili. Non serve il resto, non serve. State facendo il gioco dei self publisher, lavorando per i loro interessi. Mentre gli interessi da curare sarebbero i vostri e quelli dei vostri lettori. Rispetto, perché i vostri “lavori” li fate pagare. Far pagare il mio “nulla” sarebbe truffa. Credo che anche far pagare un testo sgrammaticato, scialbo, finto o scopiazzato sarebbe una piccola truffa.”

http://lfk.altervista.org/blog/il-nulla-finisce-la-sua-vita-e-io-rinuncio-al-grande-fratello/

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5 commenti su “Parliamo del Nulla

  1. Devo dire che questa trovata di Luca è stata divertente. Ora che lo scherzo è finito e ci fermiamo a riflettere, ora che abbiamo visto gli effetti, lascia un po’ la bocca amara. Un libro vuoto può scalare le classifiche di Amazon.

  2. Via il dolore, via la fatica, via la sintassi, la poesia, la filosofia, il bello, il brutto. Via l’amore, l’odio, via la morte. Via la Vita…e sarà un capolavoro. Ma chi me lo ha fatto fare a soffrire tanto per scrivere un capolavoro che non sarà mai in cima alle classifiche?

  3. Pingback: Ma quanto si parla del nulla | vibrisse, bollettino

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