Recensione: PER IL POTERE DI GRAYSKULL di Alessandro “Doc Manhattan” Apreda

Greyskull

“Non tutti lo sanno, ma per una bizzarra coincidenza astrale, esattamente nel decennio compreso tra il primo gennaio del 1980 e il 31 dicembre del 1989, il nostro pianeta è stato proiettato in un universo parallelo. Una dimensione alternativa, nota in campo scientifico come anni 80”

Con questo periodo Alessandro Apreda, alias Doc Manahttan, apre le danze del suo libro per portarci nel magico mondo degli anni ’80, visto cogli occhi di chi c’era ed è ancora vivo per raccontarlo.
Attraverso quindici capitoli intrisi di ricordi, nostalgia e irriverenza, viene descritto in forma sintetica un decennio di consumismo spensierato. Cartoni animati giapponesi, serie TV, palloni da calcio, videogiochi, film, pupazzetti e fenomeni di costume: la sintesi dell’infanzia e dell’adolescenza di chi c’era e se lo ricorda senza vergogna.
Una testimonianza, oltre che un simpatico testo umoristico, di una generazione che non ha lottato ma goduto di un periodo felice, pur con la minaccia della guerra fredda.

Attenzione

Puntocazzista. Ho imparato questa parola l’anno scorso e non vedevo l’ora di usarla. Puntocazzista. Suona benissimo.
Dicesi puntocazzista di colui che esercita il puntocazzismo, antico fenomeno di analisi di qualsivoglia volta non a valutare il lavoro in sé ma solo ed esclusivamente a rompere la minchia a chi l’ha realizzato. L’imbianchino ha dipinto il salotto di bianco attingendo da un bidone di latta? Perché non l’hai prima travasato in un secchio? L’analista ha prodotto un dettagliato rapporto sull’andamento della vendita di pannolini? Perché qui c’è uno 0.0000000001% di differenza? Stephen King pubblica un nuovo romanzo? Perché ci sono ben tre avverbi?
Al puntocazzista non importa ciò che hai realizzato, il suo unico interesse è cercare non le pulci ma anche solo tracce di esse. Perché criticare è figo. Alessandro Apreda, che in molti conoscono con lo pseudonimo di Doc Manahttan (un ovvio omaggio all’omonimo personaggio di Watchmen), ha coniato per questi signori una definizione un pelo più lunga ma altrettanto efficace: Precisino della Fungia.
In altre parole una cosa tipo questo qui:

Seiya

Cosa c’entra questa premessa con la recensione? Semplice: se fossi un puntocazzista adesso comincerei col criticare l’uso della punteggiatura, i periodi troppo lunghi, i periodi troppo brevi (che sembra esista una via di mezzo tra Mordor e Civitanova Marche), il linguaggio che si prende troppe licenze con la lingua italiana, l’uso di argomentazioni che non interessano a nessuno che tanto c’è l’internet e concluderei che si tratta di un libro del caxxo.
Ma lo è, in effetti: Per il potere di Grayskull è un GRAN bel libro del caxxo, di quelli che fa bene escano ogni tanto.

Chi segue le vicende umane di Apreda (da adesso solo Doc per riasparmiare i tasti) e frequenta il relativo blog, noto come L’Antro Atomico del Dottor Manhattan, è avvezzo agli argomenti che più gli stanno a cuore: film dell’epoca ottantiana senza disdegnare i più recenti, scan di pubblicità di Topolino per riderci su, collezioni di pupazzetti che i più fighi chiamano action figure, videogame e tutto ciò che riguarda una fetta di nerdisti senza vergogna che, a dispetto delle apparenze, ogni tanto tromba.
E’ altresì abituato a un uso smodato di licenze linguistiche, tra le quali spicca l’uso della seconda persona singolare (TU) riferito a se stesso, parole storpiate volutamente e modi di dire improbabili che hanno il solo scopo di strappare una risata ai lettori. Vale anche come provocazione, visti i messaggi che arrivano a correggerlo (Precisini della Fungia): Doc non fa del bene ai professori di italiano, ma finché uno lo sa non c’è problema.
Per il potere di Grayskull adotta un approccio meno eccessivo, meno personale, cercando di esprimersi in modo più convenzionale. La battuta col piglio colloquiale la troverete, beninteso, ma non sarà come leggere uno dei suoi articoli. Trovo che sia stata una scelta felice, in quanto il testo risulta fruibile anche da chi non frequenta il blog.
Abbiamo detto che il libro tratta di diversi argomenti pescati dalla memoria ottantiana, vediamone qualcuno:

-I venditori di enciclopedie al cinema
-Gli zainetti di moda usati in modo improprio
-Le regole del gioco del pallone in cortile
-I Masters
-Storia del Walkman
-I cartoni giapponesi e i loro esempi di vita sportivi
-I telefilm americani d’epoca, dici A-Team e hai detto tutto
-Il Commodore
-Le BMX, quando ancora le mountain bike non erano… mountain bike

A livello di contenuti non abbiamo tra le mani un tomo da Treccani, ma un libercolo che sfrutta il dono della sintesi facendo MOLTA leva sui ricordi. I capitoli, brevi e veloci da leggere, hanno una struttura ben precisa: descrizione alla lontana, rievocazione per chi c’era, aneddoti con forte inclinazione all’eccesso, battute a pioggia e chiusura fulminante. Preciso, sempre così, e funziona molto bene se avete un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e in quel decennio c’eravate eccome.
Diverso, e qui devo rivestire i panni del recensore con una responsabilità, se all’epoca non eravate ancora nati o se eravate troppo anziani per meritarvela (e pensavate che eravamo tutti rincoglioniti).
Se io mettessi in mano Grayskull a mia madre questa lo scuoterebbe sulla mia capoccia al grido di guerra “Che cavolo è ‘sta roba?”, se lo cedessi a mia cugina, figlia degli anni 2000, ne sarebbe sì incuriosita ma non ci capirebbe praticamente nulla, limitandosi a scuotere la testa con un “Come stavate messi male”. Eh, stai messa bene te con Justin Bieber, ma me la tengo.
Sebbene tra le intenzioni di Doc ci sia la volontà (ma secondo me è più speranza) che le nuove generazioni scoprano come vivevano i genitori o i *coff* cugini *coff* quarantenni, non sono convinto che possa raggiungere l’obbiettivo.
Chiariamoci. Se c’eravate vi divertirete un casino a leggere queste pagine, ma non poco: UN CASINO. In particolare se eravate ragazzetti e soprattutto maschi. Finirete ogni capitolo con una risata in corso d’opera e un magone di nostalgia dietro l’angolo che non vi dico.
Se invece siete mia cugina una risata potreste anche farvela, ma alla faccia nostra, perché come ho detto tutto fa leva sulla nostalgia, senza entrare in dettagli oggettivi e con l’unico scopo di rievocare un tempo e strappare una risata. E senza volgarità, questo mi preme sottolinearlo, che di questi tempi se non fai allusioni sessuali più o meno esplicite non sei nessuno.

Quindi Grayskull ha un target limitato? Sì, come può averlo un romanzo rosa o la biografia di Napoleone, tutto nella norma. E’ un libro dedicato ai quarantenni che giocavano coi Masters, ai trentenni che li hanno ereditati tutti mangiucchiati e ai cinquantenni che andavano a fighe col Moncler.
Tralasciamo la mamma, che comunque ha il vantaggio degli anni ’60 e ancora se la tira, se sei figlio degli anni dopo le cose si complicano: Per il potere di Grayskull potrebbe incuriosirti e pure piacerti, ma non lo comprenderai al 100% poiché fa leva sul ricordo e l’emozione.
Però.
Però, caro figlio degli anni dopo, prova a leggerlo con tuo padre e osservalo mentre gli brillano gli occhi quando si parla del Super Santos: scoprirai che è stato giovane anche lui, un rEgazzino che si divertiva un sacco con tante minchiate, che ha visto nascere le console superfighe di cui ti vanti cogli amici, che se gli chiami la statua di Edward Kenway action figure ti ride in faccia che è un pupazzetto e lui ne aveva tremila pieni di muscoli.
Forse esagero, ma mi piace pensare che Grayskull abbia anche un valore pedagogico.
Tutto il resto è solo un genuino momento emozione.

Alessandro Apreda è nato a Neo-Cosenza, Europa Meridionale, nel 1975, secondo il nuovo calendario post-Disastro. Cura a orari improbabili l’Antro Atomico del Dr. Manhattan, probabilmente il blog con il più alto tasso di bassismo carismatico di sempre.

————-

Sì, va beh, ma dove lo compro?
Un po’ dove cavolo ti pare, te lo ordini in libreria se non ti prendono per scemo oppure puoi recuperarlo da:

Sito dell’Editore
Amazon

IBS

ISBN-10: 8890841311
ISBN-13: 978-8890841316

Presto anche in versione Kindle.

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3 commenti su “Recensione: PER IL POTERE DI GRAYSKULL di Alessandro “Doc Manhattan” Apreda

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