Il Cavalier Buffone: la Genesi

Ah, che bel titolone a effetto! Siete avvisati, nonostante questo articolo, che sarà lunghino, faccia riferimento al mio romanzo di recente uscita NON parlerà del libro.
Why? Pecché?
Because Il Cavalier Buffone nasce fuori dalle pagine di Word, al di là della mia sempiterna passione per la scrittura: i videogame.

Ultima_Online_cover

Nato dalla mente geniale di Richard Garriot, Ultima Online era, è e sarà sempre il primo gioco di ruolo multiplayer della storia. Preceduto dai MUD, che però non avevano una componente grafica.

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Era facile perdersi in Ultima Online (da adesso solo UO), perché si nasceva e cresceva come singolo personaggio, creando una propria identità e professione. Non solo avventurieri, ma anche lavoratori, fabbri, carpentieri e anche solo fancazzisti.
UO nasceva da una lunga saga videoludica nota come Ultima, per il cui approfondimento vi rimando a un mio articolo su As We Play che potete trovare QUI.

Ai server proprietari di Origin System (RIP) si affiancarono in seguito altri non ufficiali (ma tollerati dal produttore) detti ‘shard’ (=frammenti). Gli shard erano gratuiti, privi di molte componenti tecniche e dettagli dell’originale ma molto apprezzati. Sì, vero, un po’ perché non si pagavano, ma soprattutto perché era possibile entrare in server con giocatori della propria lingua, utile per chi trovasse l’inglese uno scoglio insormontabile.
Gli shard erano anche l’occasione per personalizzare l’esperienza di gioco. Chi li curava, infatti, tendeva a cambiare qua e là certe regole (script) e anche la grafica, arrivando a creare mondi del tutto nuovi. Poi c’erano le tipologie di shard, distinte tra ANY (dove non era necessario interpretare il personaggio) e GDR (dove invece era obbligatorio parlare e comportarsi come se si vivesse davvero lì).
Iniziai a giocare su un server ANY noto come Enchanted Lands e rimasi affascinato dalle incredibili potenzialità di un simile gioco, anche se purtroppo quasi nessuno interpretava, preferendo parlare come nella vita di tutti i giorni, bestemmiando pure.
Quando mi invitarono a giocare su Erehwon mi ci fiondai. Uno shard dove giocare interpretando il mio personaggio? Senza dovermi preoccupare di gente che mi ammazzasse a piacimento e senza motivo? Dove avrei potuto vivere una vita alternativa estraniandomi da quella reale?
Beh, non era proprio così, ma immaginate le potenzialità.

Erehwon fu una grande occasione per fare nuove amicizie, che ci crediate o meno, il mio personaggio era una ranger solitaria chiamata Sonya Shu (poi finita ne Il Cavalier Buffone) e ancor oggi è bello incontrare gente su Facebook (ormai diversamente giovane) che ancora se lo ricorda.

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Ma come tutte le cose belle Erehwon finì, rimasto orfano del mio shard GDR cercai in lungo e in largo, finché non approdai su Faerun’s Legends. Giocare su Faerun’s Legends fu ostico, all’inizio, non c’entrava nulla col sistema classico di UO poiché cercava di replicare le regole e l’ambientazione di Dungeons & Dragons.
Aveva, però, una cosa molto succulenta: le classi. Non sono mai stato un grande giocatore di D&D, ma mi ha sempre affascinato la figura del bardo, così provai a crearne uno: Jamie Swift.
Jamie era una musicante poverella che gironzolava il mondo in cerca di fortuna, non sapeva combattere né pensava di farlo, ma suonava e cantava in taverna per qualche moneta. Così, tra una poesia e l’altra, si finiva con l’essere assunti per accompagnare dichiarazioni d’amore varie e assortite, tra cui questa splendida serata:

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La varietà di stupidaggini che riuscivo a mettere in atto senza sventagliare una spada fu tale da convincermi a creare un sito: The Bard’s Tales. Ispirato, per i più scafati, dall’omonimo gioco della Interplay.
Immaginando di essere un altro bardo, tale Stevenus McSion, con velleità editoriali, creai il Faerun Gazette, un giornale satirico pieno (diciamocelo) di assolute minchiate inerenti alla vita su server, come se non vi fosse differenza tra il gioco e il web.
Arrivai persino a creare un fumetto davvero grezzissimo, che se volete potete leggere online o scaricare in pdf cliccando QUI.

Cosa c’entra tutto ciò col Cavalier Buffone?
Nel giugno 2006 mi venne una gran voglia di provare a scrivere una storia sul tema, o meglio: riportare su un romanzo le atmosfere e le stupidaggini che facevo e raccontavo giocando. Molti lo hanno fatto, si chiamano fanfiction, ma questa NON doveva essere una fanfiction, bensì una storia a parte, che non citasse il gioco quanto ciò che vi fosse avvenuto.
Ideai un nuovo mondo, Finisterre, ed elaborai i personaggi partendo dai miei (Sonya Shu, Jamie Swift e Stevenus McSion) e arrivando a usare quelli altrui, chiedendo il permesso e stravolgendo alcuni nomi e ruoli. A ben vedere, Il Cavalier Buffone è un’enorme e continua citazione, che però non necessita di essere compresa: chi si ritrova capirà.

E ora siamo qui, a guardarne la copertina e a tentare di promuoverlo. L’ebook, come dissi in questo articolo, è oggi un’opportunità, anche se non priva di problemi. Non potrò fare presentazioni e tutto si muoverà online, è un mondo del tutto nuovo per me e, comunque vada, farò la mia esperienza. Alla fine tirerò le conclusioni.

Per ora è tutto, ora sapete com’è nato il romanzo, anche se magari non ve ne fregava nulla: mi sono tolto un sassolino, toh.
Au revoir.

Bar

Il Cavalier Buffone

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