Recensione: Mr Bad Guy di Andrea Memmo

mr bad guy

Un omicidio, un massacro, telecamere ovunque a riprenderlo e Paperino che racconta a una di esserne l’artefice. E poi schegge impazzite.
Stefano Vinalli, adolescente vittima di bullismo da parte di chiunque, anche dal fratello maggiore, genitori assenti e nessuna ambizione. Solo tanta rabbia imbrigliata che, paradossalmente, lo fa apparire calmo e consenziente. Stefano sembra accettare il suo destino, ma le cose sono ben diverse. La scomparsa del padre e il ritrovamento di cinque strane pillole rosa saranno l’inizio di una discesa nella follia, grottesca, sporca e violenta.

Mr Bad Guy è il titolo di una canzone di Freddy Mercury, ma è anche il leit motiv del romanzo: non c’è peggior cattivo di un buono che diventa cattivo (cit.). Ma Stefano è davvero buono? O l’odio e il desiderio di vendetta sono insiti nel suo animo, in attesa che qualcuno o qualcosa spalanchi le porte? Il ragazzo cattivo lo è per scelta, necessità o conseguenza?
Senza approfondire la tematica umana, Andrea Memmo scaglia contro il lettore 336 pagine impazzite e dalla delicatezza della carta vetrata, intrise di sangue, sperma e vomito, ma soprattutto di odio. Odio per il bullismo, disprezzabile e insensato atto di umiliazione, odio per una famiglia assente, odio per mancanza di affetti, odio per se stessi e l’incapacità di mutare le cose. Stefano percorre un percorso di discesa all’Inferno senza patemi adolescenziali, solo una rabbia che muta in grottesca follia, quasi ridanciana.
Ma Mr Bad Guy non fa ridere. Per niente. Strappa sorrisi, nelle sue situazioni più folli e volgari, si empatizza col protagonista senza prenderne troppo le parti (perché in fin dei conti è un codardo), gli atti di bullismo e le umiliazioni che subisce non suscitano pietà umana, perché le accetta come parte del proprio destino. Stefano non è Oskar di Lasciami Entrare, non desidera ardentemente la vendetta, cercando in se stesso il coraggio di eseguire: Stefano la vorrebbe, ma è troppo vigliacco per pensare anche solo a COME realizzarla.
La sfortuna, una serie di strambe coincidenze e un’inaspettato aiuto esterno porteranno però a qualcosa di terribile.

Parliamoci chiaro: Mr Bad Guy non è una lettura da prendere alla leggera. Non per la sua complessità, Memmo usa un linguaggio semplice e moderno, tipicamente pulp, fa riferimenti a videogiochi e cartoni animati per bocca dei suoi disprezzabili personaggi. No, Mr Bad Guy è una serie di schiaffi, tirati quando tutto sembra assumere una forma normale, come a dire “Sveglia! Qui non si gioca!”. Non veri pugni, quindi, sebbene alcune sequenze siano quantomeno disturbanti, ma continui scapellotti che tengono desta l’attenzione e, soprattutto, la tensione.
Non ci troviamo davanti al nuovo Bukowski o a una versione evoluta di Palahniuk (sebbene Mr Bad Guy sia scritto, a mio parere, molto meglio dei romanzi di quest’ultimo), ma è indubbio che portare atmosfere tipiche del pulp americano nella cornice del paese di pizza e mandolino sia interessante. E soprattutto funziona.
La struttura del romanzo è priva di qualsiasi linearità temporale, ogni capitolo è il frammento di un grande puzzle che corre avanti e indietro nel tempo. Comincia con l’epilogo, poi va indietro di un mese, avanti e indietro, nel mezzo, a volte una parte viene raccontata dopo la sua effettiva funzione per poi essere ripresa e spiegata e persino il finale viene rivelato prima della fine del romanzo stesso.
Non si tratta di un’operazione del tutto originale, altri ci hanno provato, ma l’originalità a tutti i costi non è sempre un bene, anzi. Funziona. Funziona tutto a meraviglia, sebbene all’inizio confonda un poco sono sufficienti pochi capitoli per capire il gioco di incastri in cui Memmo vuole coinvolgerci. Ci sono libri che accompagnano il lettore a manina e poi c’è questo, che chiede l’attenzione del lettore. Nulla di terribile, presto si capisce dove vuole andare a parare e, al di là che molte cose vengono svelate in anticipo le sorprese non mancano. Mi ha divertito moltissimo il finale, che come ho detto è anticipato: lo leggo e mi restano degli interrogativi che poco dopo vengono svelati, aggiungendo dettagli non di poco conto e, soprattutto, divertenti. Niente spiegoni, a Memmo piacciono i dialoghi rivelatori e io, che li adoro, mi sono trovato perfettamente a mio agio. Pochi si rendono conto di quanto una serie di dialoghi ben fatti e plausibili aiutino lo scorrere della lettura, senza ricorrere a pensieri e supercazzole.

Obbiettivo centrato, quindi, Mr Bad Guy è proprio un gran bel romanzo pulp, violento, sconcio ma non necessariamente volgare. Non è per stomaci deboli o per perbenisti, se cercate il sentimento o lo struggimento rivolgetevi altrove. Se invece volete spegnere in parte il cervello e godervi le rocambolesce avventure di Stefano e del patetico circo umano che lo circonda e non vi spaventa la cattiveria, questo potrebbe essere un ottimo acquisto.

***

Andrea Memmo nasce a Brindisi nel 1990 e attualmente vive a Pavia. Scrive romanzi violenti e poesie sentimentali, a volte racconti. Reservoir dogs e Pulp fiction hanno influenzato il suo stile narrativo. Ha una passione sfegatata per le serie tv americane e inglesi, o comunque quelle degne di nota.
La sua ambizione è quella di diventare uno scrittore in tutto e per tutto: «Uno di quelli che lasciano il segno e che si guadagnano da vivere unicamente scrivendo. Mica facile, lo so, ma per niente scoraggiante».
Ora sta terminando un corso di Operatore Socio Sanitario al CSF di Pavia, «un’esperienza non meno affascinante della scrittura».

Mr Bad Guy è acquistabile presso:

Editore
Amazon (pure Kindle)
IBS

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