Recensione: Breve storia del libro (a modo mio) di Andrea Kerbaker

breve storia del libro

Come nasce il libro? Ha una sua biografia da qualche parte? Certo, molte informazioni, le encinclopedie ne sono piene e quanti saggi sono stati scritti allo scopo? Innumerevoli.
Breve storia del libro (a modo mio) è ‘solo’ un altro saggio sul tema, che ripercorre gli albori della carta dall’amanuense all’ebook, passando tra collezioni rare e aneddoti storici qui racchiusi in ordine temporale. Kerbaker ci introduce alla nascita libro con spigliato umorismo, senza scadere nel ridicolo costruisce un testo divertente e scorrevole, ricco di informazioni e, per molti aspetti, illuminante.

Non sono un consumatore di saggi, se mi interessa qualcosa consulto un’enciclopedia. Tuttavia, come già accaduto con Egittologia Facile, talvolta mi imbatto in qualcosa che non ha la pretesa di insegnare molto, eppure lo fa in modo particolare. Siamo soliti pensare ai saggi come volumoni ricci di note, date, riferimenti qua e là, verbosi e complicati. Tecnici. Eppure c’è una frangia di scrittori e giornalisti che preferiscono rivolgersi al pubblico medio, non necessariamente ignorante ma con poca voglia o tempo o attitudine a complicarsi la vita. Questi saggi, spesso un po’ sopra le righe, hanno pregi e difetti. I pregi sono un linguaggio semplice, colloquiale, col quale introducono a concetti e riferimenti storici altrimenti relegati a tomi di indubbio valore, ma non per tutti. I difetti sono intrinseci: semplificando non puoi dire tutto e nel modo più completo. Questo tipo di testi hanno però uno scopo preciso: indottrinare con le basi e stuzzicare la curiosità.
Leggendo saggi ‘leggeri’ e trovando l’argomento di interesse, non è infatti inusuale dirottarsi verso testi più impegnativi: da qui il secondo, notevole pregio.
Breve storia del libro (a modo mio) tenta la non facile impresa di costruire una minibio del libro, partendo dagli amanuensi, per passare a Gutenberg, alla sua incredibile sfiga e ai suoi successori, sino a giungere a oggi.
Kerbaker non può non scrivere date, servono infatti a collocare le informazioni nel tempo, ma lo fa centellinando e sempre in funzione dell’aneddoto che va a raccontare. Spigliato e simpatico, ha la notevole capacità di stuzzicare l’interesse del lettore, che finisce con affrontare il testo sullo stile di un romanzo (e adesso vediamo come va a finire…).
Come il già citato De Vincenzi, lo scrittore preferisce rivolgersi al lettore non come a un allievo universitario, ma a come l’uomo e la donna che incontra al bar. Tra un caffé e una sigaretta eccoti la storia del libro.

Non è tutto rosa e fiori, purtroppo. Personalmente non ho apprezzato gli ultimi due capitoli, dove subentrano pensieri personali e glissa l’argomento ebook, la nuova rivoluzione dai tempi di Gutenberg. Perché? Da un lato è comprensibile, dalle sue stesse parole evinciamo che è in corso un doppio schieramento pro/contro il digitale, tanto da scatenare guerriglie verbali non indifferenti. Kerbaker non si schiera, ma nessuno glielo chiede: avrei gradito che almeno ne parlasse un po’ descrivendo in modo obbiettivo pregi e difetti. La mia sensazione è cyhe, da collezionista, non veda di buon occhio il fenomeno. Peccato.
Esclusa la chiusura, ho trovato il saggio molto interessante, accattivante e istruttivo, anche in virtù di certi aneddoti di cui nemmeno le encinclopedie più blasonate discorrono.
Consigliato, ovviamente, se siete digiuni sull’argomento e non volete ammorbarvi con testi più precisi e impegnati, ma spesso noiosi. Va da sé che se invece preferite una saggistica più precisa Breve storia del libro vi lascerà indifferenti e quasi offesi, ma alcune notizie riportate valgono comunque la pena di essere lette.

***

Andrea Kerbaker ha pubblicato libri di narrativa e saggistica tradotti in molte lingue del mondo. Tra gli ultimi, il saggio Lo stato dell’arte sulla valorizzazione del patrimonio culturale italiano (Bompiani, 2007), il romanzo Coincidenze (Bompiani, 2008) e l’inchiesta Bufale apocalittiche (Ponte alle Grazie, 2010).
Laureato in Lettere a Milano, ha lavorato per vent’anni nella comunicazione dell’industria privata, occupandosi prevalentemente di organizzazione culturale. Tra le sue iniziative, i concerti al Colosseo a Roma durante l’amministrazione Veltroni e le letture di Dante a cura di Vittorio Sermonti in Santa Maria delle Grazie a Milano.
Insegna Istituzioni e Politiche Culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore, collabora con il Corriere della Sera e con il supplemento domenicale de Il Sole 24 ORE.
Dall’età di diciassette anni colleziona libri: arrivato a circa 25.000, ne ha raccolta gran parte nella Casa del libro a Milano, dove ha sede il suo studio.
Breve storia del libro (a modo mio) è disponibile presso:

Amazon
IBS

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