Forty

Casomai non l’aveste capito, i giorni scorsi ho toccato la soglia dei 40 anni. Un traguardo importante, dicono, anche se non ho ancora capito il motivo. Forse perché sono ancora vivo? Non è consolante, ma non importa.
Qualcuno mi ha chiesto cosa si prova, aggiungendo che ancora deve arrivare ai 30.
Beh, ai 30 mi sono un po’ incazzato, era il segno che si entrava nella fase discendente, quella fisica e brutta in cui compaiono dolori di varia natura, quella in cui ti spunta la pancetta (se ancora non la possiedi) e tutte quelle cose brutte e vistose che ti fanno davvero incazzare, se un po’ tieni al peso forma.
Ai 40 ho deciso di sbattermene bellamente i coglioni.
Mi sono fatto mandare affanculo su Facebook invece degli auguri, aiutato dalla moglie ho messo in piedi una festa a tema Space Invaders, giusto a sottolineare l’età. Perché queste fesserie? Perché sono stanco di incazzarmi, sto invecchiando e questo è inevitabile, quindi meglio evitare di prendersela e prenderla invece sul ridere.
Ma per quale motivo?

Perché non è cambiato nulla. A bene vedere sono rimasto lo stesso cazzaro di vent’anni fa, gioco ai videogame, leggo fumetti, dico parolacce articolate, guardo il Doctor Who e sogno di viaggiare nel cosmo. Sognare, già. Hanno tentato in tutti i modi di convincermi a smettere, invece non l’ho fatto, ho proseguito.
Chi si ricorda il primo post che feci su questo blog?
Si intitolava “Della materia di cui sono fatti i sogni” ed era una vera e propria dichiarazione di intenti: voglio sognare e sbattermi per realizzare quelle fantasie. E voglio gridarlo alla finestra, voglio che tutti lo sappiano, persino quelli a cui ciò da’ fastidio: io continuo a sognare e lavoro in funzione dei sogni, per renderli reali, tangibili.
Perché non c’è uomo o donna peggiori di coloro che vi rinunciano, che si chiudono, sconsolati e stanchi, nella vita d’ogni giorno. Lavora, produci, incazzati e invidia. Un loop che mi terrorizza.
Preferirei morire, piuttosto che arrendermi.

A cosa servono i sogni? A tutto e niente, sono il carburante della vita, l’iniezione di CO2 di un Need for Speed che ti fa scordare dove ti trovi, che nemmeno ti mostra la strada da quanto corri, sono le leve del Tardis che ti portano su remoti sistemi solari, attraverso nebulose e fantastiche avventure, sono la frustrazione e l’esempio, sono i calci in culo che prendi ma che invece di fermarti ti fanno proseguire, sono le lacrime, il sangue, i lividi e il dolore che acquisisce un senso, che non è fine a se stesso.
E sono anche il motore della fede, quella che ti suggerisce di stare lontano dalle tentazioni materiali, dall’inutile iPhone di ultima generazione, le corse di cavalli e il tubo di scappamento laminato in oro. Sono il razzo in culo che ti spara in orbita quando ne hai bisogno, sono la voglia di fare qualcosa quando ti alzi la mattina e ne hai le palle piene di farti 30 o più km per andare a guadagnarti la pagnotta, sono i Sixx AM che spari a manetta nello stereo della Ford, le spallucce che fai a ogni coglione che ti sorpassa in curva alle 6:45 del mattino perché ha fretta di andare a farsi bastonare, sono le bibite letali e ricche di zuccheri che ingurgiti mentre dici ‘checcazzo, una e basta, non rompete’, sono gli hamburger che mastichi davanti all’amico vegano ‘ma sta tranquillo, non ti costringo, basta che non mi rompi i coglioni che per me puoi fare quello che vuoi’, sono le gomme da masticare al mentolo che ti alzano l’autostima, il giocattolo di Ariel che ripari per far contenta la figlia.
E sono i libri che leggi, le storie in cui ti immergi e che fai continuare nel tuo cervello una volta chiuso il volume, sono Mazinga Z che non ti stanchi mai di guardare, i fumetti dei Saint Seyia che compri a ogni ristampa, le botte che prendi due volte alla settimana mentre pratichi kung fu, i troll a cui sorridi quando dici che Robocod ti faceva cagare, i fusilli al pesto e la pizza a cui non rinunci almeno una volta la settimana.
E sono… tante, troppe cose per essere ridotte a un inutile post di un inutile blog che non leggerà quasi nessuno ma chi se ne frega. Io lo dico, lo scrivo e poi pace, vada come deve andare.

Cos’è accaduto a 40 anni? Una minchia, sono ancora io, nel bene come nel male, un nerd con famiglia a carico e una coda di lettura che aumenta a dismisura ogni fottuto mese, un lettore, un aspirante scrittore, un videogiocatore, un guerriero e un grande, grandissimo STRONZO.

Prendiamola a ridere, quindi, e tanti auguri a me ma soprattutto a voi che siete arrivati fin qui.

Space Invaders_Torta

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