Amazon Vs Il libraio

Affrontai più volte la questione, ma il modo in cui Laura Costantini riesce a farlo nel suo bellissimo articolo su Cultora mi fa rabbrividire.

Cultora

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Mi fa rabbrividire perché è la stessa, identica esperienza, vissuta a centinaia di chilometri più su, in quel di Garbagnate Milanese. La libreria non l’avevamo, c’era la Cartolibreria Miriam (c’è ancora, gestore diverso e amico di famiglia).
Era un casino. Entravi e avvertivi la polvere nell’aria, investito dall’odore di carta che saddio da quanto tempo stava lì. Scaffali stipati nel piccolo negozio contenevano libri di ogni genere e tipo.
Gli occhi mi si illuminavano davanti alle copertine di Salgari, indugiavano su misconosciuti romanzi di fantascienza e c’era sempre quello strano titolo, “Il Signore degli Anelli”, che chissà cos’era.
Non era solo per cultura o piacere di lettura che il mio io ragazzino entrava là dentro, c’erano anche i Librogame, che tanto mi fecero sognare e che, a modo loro, mi portarono a leggere fantasy.
Poi la ristrutturarono, quell’angolino scomparì, e oggi è una cartoleria che, occasionalmente, mette in mostra libri di esordienti locali (e dici poco).
Però avevamo il treno, le Ferrovie Nord ti portavano a Milano in poco tempo (quando non ti lasciavano a piedi o soprrimevano interi convogli, antica tradizione tutt’ora praticata). A Milano c’erano piccole e grandi librerie, trovavamo sempre tutto quello che volevamo. Qui non c’è? Guarda la cartina (eh, no, il gps non c’era), più in là, circa mezzo chilometro, pare esista un negozio di libri (che chiamarla ancora libreria faceva ripetizione). E vai di un’altra camminata, guai a usare i mezzi pubblici che ti toccava pagare il biglietto e intaccavi il budget risicato.
E oggi? Oggi non c’è un cazzo. Abbiamo la libreria, che si fregia di tale nome ma ha fuori i soliti ‘bestseller’ ed è stra-piena di giocattoli. Il treno ci siamo stufati di prenderlo che tanto non passa mai, le rare volte che passeggiamo per Milano non la riconosciamo nemmeno più. E dove stava quel ‘negozio di libri’? Guarda Google Maps: ora c’è una gelateria, prodotto di orgoglio nazionale.

L’ultima volta che ho visitato una libreria ho cercato di ordinare a una commessa analfabeta Cacciatore di Androidi alias Blade Runner e Notturno di Asimov (‘Asino?’ mi chiese pure per conferma). Ora ha chiuso, chissà cosa vendeva a parte i caffé e i giocattoli.

Perché ce l’avete con Amazon? Un’azienda in perdita che funziona benissimo, che avrà i suoi problemi col personale come tutti, in questo paese. Massima solidarietà per questi lavoratori, ci mancherebbe, però, diamine, ci trovi tutto.
Avete mai desiderato il ciclo completo di 2001 Odissea nello Spazio? Quattro libri, raccolti in un unico volume, che non viene stampato, credo, da vent’anni. C’era pure quello, ultima copia, aveva scritto sopra 8.000 Lire, pagine gialle e puzza di vecchio. Ed è mio.
E l’unico libraio che avevo nei paraggi non sapeva chi cazzo era Asimov.

Mi dispiace, anch’io sono una categoria debole. Scrivo e devo accontentarmi delle vendite in promozione che c’è la crisi, lavoro nelle telecomunicazioni che manca poco esternalizzino tutto in Africa, ho famiglia e una Ford col gpl che non vuole funzionare come si deve e non ho i soldi per ripararlo.
Però quel libro lo voglio e Amazon ce l’ha.
Gli devo sparare? O, come tutti, preferisco approfittarne?

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