L’Anno del Vaffanculo

Non sono tipo da post sdolcinati, infatti questo NON E’ un post sdolcinato.
E’ quasi trascorso un anno dal mio intervento e da tutti i ritardi e disagi che ciò ha comportato, a distanza di tutto questo tempo sono comunque sorpreso dai risultati raggiunti.
Ho recuperato la quasi totalità della mia forma fisica, la fase successiva alla cicatrizzazione inizierà il prossimo mese, pubblicato ‘Non chiederlo alla Luna’ (una fatica immane) e pure il cartaceo di Steamwitch (peggio). A breve uscirà il secondo volume e, se l’illustratore riuscirà a starmi dietro, voglio già uscire col terzo a settembre.

Il punto che mi stava a cuore sottolineare era che, nonostante la sfiga e pure il lavoro, ho portato avanti tutto questo assieme all’associazione sportiva, partendo a gennaio con un corso tutto mio di Tai Chi, concluso venerdì 19 maggio, che spero di continuare sempre a settembre, periodo in cui mi aspetta anche un corso di kung fu per bambini (per fortuna non da solo).
Tante cose che non mi aspettavo certo di fare, eppure le ho fatte. Sono qui, non ancora del tutto intero ma ci sono. Molte cose sono state lasciate indietro, tra le quali purtroppo la famiglia, però ho sentito il bisogno di non fermarmi, dopo quei tre mesi di convalescenza nel vuoto, in solitudine, senza nemmeno poter uscire sotto il Sole cocente.

Troppe volte ho promesso a me stesso che avrei fatto chissà cosa per poi non concludere nulla, poi mi ci sono semplicemente trovato: ho fatto e basta. Quindi vada come vada, un capitolo della mia vita sta per chiudersi e vado avanti a testa bassa, qualunque cosa accada.
Ci tenevo però a ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini, a partire da mia moglie, mia figlia, il mio Maestro, quei pochi colleghi di cui ho stima e affetto, e i miei compagni allievi e istruttori, ai quali aggiungo gli amici autori che non mi hanno in effetti mai lasciato solo, nonostante fossero lontani.
Per strada ho perso anche delle persone, amicizie stanche che erano divenute ormai caricature o sono sempre state solo nominali, e addirittura parenti stretti che hanno confermato tutto il peggio che già pensassi di loro.
Credo che ricorderò il 2017 come l’Anno del Vaffanculo, usato più volte senza remore, quel Vaffanculo terapeutico che ti fa chiudere le porte mentre ne apri altre, che scarica la tensione accumulata e ti fa sentire più in pace con te stesso. Il Vaffanculo che ti rende consapevole della tua sincerità, quando rispetti così tanto anche chi ti sta sul cazzo guardandolo torvo, senza nasconderti dietro l’ipocrisia. Il Vaffanculo sano, schietto e arzillo.

Quindi Vaffanculo a tutti, con affetto e di buon augurio.

P.S.: a qualcuno sono arrivato a dare del ‘coglione’. Volevo solo dirgli che non era un insulto, ma una diagnosi.

vaffanculo

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