Intervista È Scrivere

Lunedì 20 novembre, sul gruppo Facebook È Scrivere è stata pubblicata, come di consueto, un’intervista a un autore. A questo giro è toccato a me e ne sono stato onorato. Di seguito riporto domande e risposte.

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1.Presentati in poche righe. Chi sei? Da quanto tempo scrivi? Non rispondere “da quando ero piccolo/a” o ti banniamo.  Vogliamo sapere da quanto tempo scrivi seriamente, con l’intenzione di pubblicare.1.Presentati in poche righe. Chi sei? Da quanto tempo scrivi? Non rispondere “da quando ero piccolo/a” o ti banniamo.  Vogliamo sapere da quanto tempo scrivi seriamente, con l’intenzione di pubblicare.
Mi chiamo Fabrizio, per mangiare faccio l’impiegato, nel tempo libero insegno arti marziali, faccio il papà, bevo e mi adopero come scribacchino. A tal proposito, visto che mi chiedete da quanto tempo scrivo…E se invece fosse davvero da piccolo? Ero ambizioso, scrivevo fanfiction di Lone Wolf (i celebri Librogame del compianto Joe Dever), oppure trasponevo le storie che creavo coi miei giochi e le mettevo da parte, che ‘non si sa mai’.Vorrei però evitare di essere bannato, così dirò che, dopo anni di tentativi, a diciotto anni riuscii a concludere un romanzo breve. Sapevo che non fosse granché, si trattava di un horror fantascientifico con elementi storici, un guazzabuglio scritto con le competenze di un adolescente ma che, a modo suo, mi incoraggiò a continuare. Letto oggi è una cosa che mi vergognerei a mostrare in giro, ho provato pure a editarlo ma, sul serio, no.I romanzi giovanili sono comunque parecchi, tutti esercizi più o meno riusciti. Uno l’ho recuperato e a modo suo potrebbe funzionare, ma ora sono imbarcato in altri progetti e l’archeologia non è tra essi.

2.C’è un tuo scritto di cui vai più fiero/a? Perché?
Sotto un profilo tecnico e concettuale potrei dire Steamwitch Inc, ma devo essere sincero: il lavoro di cui vado più orgoglioso è Il Cavalier Buffone, pubblicato nel 2013. Ha molti difetti, tanto che pensavo di rivederlo da cima a fondo; ci ho lavorato per ben otto anni, avendo sempre in testa in che direzione sarebbe andato. I personaggi, il loro apparente cliché e la parlata differente dall’uno all’altro, la storia concepita ponendo il lettore e non l’autore come alter ego del protagonista e, la parte più impegnativa, lo studio del linguaggio affinché diventasse un ibrido tra moderno e medievale. Quando lo rileggo e penso a tutto il lavoro immane che vi ho compiuto, la cura certosina nei dialoghi, nell’ambientazione, lo scervellamento per concepire gag e battute che facessero ridere, distaccandolo da un comune fantasy, mi rendo conto di quanto abbia influito sulla mia attuale poetica. Un romanzo come Non chiederlo alla Luna o Steamwitch non sarebbero esistiti in questa forma, se prima non ci fosse stata quella combriccola di squinternati che mi ha accompagnato in otto, lunghi, anni.

3.C’è un tuo personaggio che hai odiato? Perché?
Odiare un mio personaggio è impossibile, li costruisco con cura, creo un loro background, metto in piedi la loro personalità come un Lego, pezzo dopo pezzo: come potrei odiare qualcosa assemblata con tanta attenzione? Forse potrei provare rammarico per non averli usati al massimo del loro potenziale, come accaduto con Ingeltore in Non chiederlo alla Luna. Un personaggio che all’inizio doveva svolgere una funzione da puro villain, divenuto poi molto più profondo. Le avrei dedicato volentieri molto più spazio, ma già il romanzo si era allungato più del previsto ed ero in fase di taglio, aggiungere parti sarebbe stato un suicidio.Ingeltore per me è meravigliosa, una donna arrabbiata, frustrata, che sfoga il proprio rancore col disprezzo per la vita altrui e che, in fin dei conti, vuole solo morire: non poter rivolgere il proprio odio verso chi le ha fatto del male, preferisce cancellarne il ricordo con la propria morte.

4.Quali generi scrivi e quali leggi?
Mi piace scrivere fantasy ibridi, dove per ibrido accoppio commedia (Il Cavalier Buffone), fantascienza (Non chiederlo alla Luna) e steampunk (Steamwitch Inc). Il fantasy è uno strumento eccezionale, pur coi suoi bei rischi. Uscire dal cliché è un azzardo, ma sono convinto che l’ibridazione dei generi sia la strada giusta e la storia della letteratura me lo dimostra: i generi classici sono sempre nati dal tentativo di unire diversi aspetti letterari per crearne uno nuovo. Oggi la faccenda si è complicata, forse ce ne sono troppi, ma in fin dei conti rappresentano pur sempre il tentativo di creare qualcosa di nuovo, il che per me è positivo.Di contro non leggo fantasy. O meglio, ne ho letto tantissimo ma dopo vent’anni mi ha stancato, proprio perché ripeteva sempre se stesso. L’unico materiale fantasy che leggo è quello di George Martin, perché a modo suo ha ibridato il genere creando qualcosa di nuovo.Oggi preferisco fantascienza distopica o noir, anche se alla fine mi trovo a leggere qualsiasi cosa mi attiri solo per trama e ambientazione. Per fare un esempio, l’ultima lettura è stata il Ragazzo Ombra della Costantini, mi affascinava l’ambientazione esotica dell’India (perché mi ricordava Salgari, un amore di gioventù) e l’epoca vittoriana. Però ho anche apprezzato thriller estremi come Mr Bad Guy dell’esordiente Andrea Memmo, libro coi suoi difetti tutti perdonati dall’assurdità di una narrazione non lineare (al punto che il finale arrivava prima della fine).Se il libro è originale il genere con conta, più è strampalato più mi attira. L’ultimo amore sono le opere di Lindqvist (Lasciami Entrare, L’Estate dei Morti Viventi), un autore che tratta l’horror con delicatezza e sensibilità. Un altro, guarda caso, che ha tentato con successo l’ibridazione tra generi.

5.Sei:  -autore self -autore con CE -autore ibrido (self + CE)? Perché questa scelta?
Ibrido, e il motivo è amaro. Il Cavalier Buffone aveva ricevuto due proposte da CE, con una terza in arrivo di cui non ero a conoscenza (me lo ha detto l’editore stesso conosciuto in fiera). Purtroppo ho fatto la scelta peggiore e a distanza di 4 anni sono davvero deluso dalla sua gestione. Vorrei disdire il contratto, sistemare il testo e ripubblicarlo da solo, ma ho avuto anche delle buone recensioni e quindi sono combattuto. Inoltre nel corso di questi quattro anni è successo di tutto, le CE che mi davano più fiducia hanno cambiato atteggiamento, non promuovono né pagano più i propri autori, così mi sono fatto un discorso allo specchio.Se gran parte di queste CE non editano il testo (o lo fanno male), se non promuovono neanche facendo un piccolo sforzo, se manco ti pagano chi me lo fa fare di andare a corteggiarle? Esistono servizi di valutazione ed editing, li paghi il giusto e provi da solo. Così ho fatto. In ogni caso avrei dovuto promuovermi per i fatti miei, almeno quel poco di denaro che entra lo prendo.Perché, parliamoci chiaro, l’arte/la passione/i lettori ok, ma mica ci sbattiamo così tanto per la gloria: lo facciamo ANCHE per un ritorno economico e laddove questo non c’è cosa rimane? La recensione dell’amico che ci dice quanto siamo bravi e manco ha letto il libro? Non serve a niente.Ora sto investendo del denaro di tasca mia anche con un illustratore, ma a me della recensione carina non interessa nulla: il progetto che ho in corso (Steamwitch) ha delle tappe e delle fasi ben precise, e non hanno nulla a che vedere con la gloria. Voglio creare un prodotto di qualità che piaccia ai lettori e che, spero, entri in altri media. Ci sto lavorando.

6.Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere un tuo libro?
Ne ho due, se me li fate passare.1) Perché vuole provare qualcosa di diverso. Non offro un’originalità esasperata a tutti i costi, cerco l’ibridazione tra generi per creare storie che divertano, senza velleità morali.2) Puro e semplice piacere. Scrivo per intrattenere, per questo lavoro tanto sui personaggi: i lettori devono poterli odiare e amare, magari col tempo rimanerne stupiti scoprendone dei lati nascosti. Ciò non toglie che nei miei testi includa elementi che possano portare a qualche riflessione, ma lo scopo principale è divertire, consentire a qualcuno di chiudere il libro e ammettere che due risate se l’è fatte, o che è stato un piacevole diversivo e che leggerebbe altro di simile.

7.Quali progetti hai per il futuro?
Steamwitch. Steamwitch. Steamwitch.Ho un piano ben preciso su questa serie, che dovrebbe dipanarsi in tre stagioni da dieci volumi ciascuna. Collegandomi coi lettori sto raccogliendo le loro richieste, cosa si aspettano, cosa vorrebbero. Doveva essere una serie solo digitale, in una presentazione mi hanno chiesto il cartaceo e mi sono attivato. E ho fatto bene.Ho altri progetti in cantiere, ma li prendo in mano solo durante le pause: Steamwitch Inc è, al momento, il mio solo obbiettivo.

8.Consiglia il libro di un tuo collega e dicci perché hai scelto proprio quello.
Aspettavo con ansia questa domanda, perché vorrei fosse resa giustizia a un libro che ho amato tanto e, purtroppo, non è stato considerato come meritava: Lo Stagno di Fuoco di Daniele Nadir.È pura follia, l’esempio di ibridazione che mi ha convinto quanto l’idea del Cavalier Buffone fosse valida.Si tratta di un fantasy basato sull’Apocalisse cristiana, dove al termine di essa rimangono sulla Terra un gruppo di persone ‘rifiutate’ dal Paradiso ma al tempo stesso dall’Inferno. Tra loro tre angeli e… Giuda Iscariota. Nadir crea una sua versione della Divina Commedia al contrario, ricca di gag e avventure, il tutto trasposto come se stessimo leggendo un romanzo storico. Si perde un po’ verso la fine, per riprendersi poi con eleganza, ma l’esperienza generale è di leggere una cosa del tutto fuori di testa. Rendere Giuda un comprimario importante, dandogli delle motivazioni e una simpatia enorme è un tocco di classe.Se lo trovate non fatevi spaventare dalla lunghezza, per me è memorabile.


 

Un ringraziamento sincero allo staff di È Scrivere per l’opportunità.

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Letture estive

Sarà un’estate breve, me lo sento, di quelle fatte di corsa e poco soddisfacenti. Però anche ricca di idee e di possibilità.
Finito l’oroscopo diciamo che anche quest’anno recupererò il non-letto in ferie e ho già pronta la lista dell’accumulato.

Sicuramente leggerò “Il ragazzo ombra” della Costantini, un progetto che mi ha affascinato sul web e che ora si è concretizzato in un testo assai interessante. Leggerò il cartaceo, più che altro perché mi piaceva la copertina, ma tutto il resto (o quasi) sarà digitale.
Quel ‘quasi’ è riferito a “Qwan Ki Do” del Maestro Tong, un testo interessante sul suo stile, ma soprattutto per le nozioni geografiche e culturali del Vietnam sulle quali dovrò elaborare un test per gli istruttori. Resta il fatto che è un bel libro, quindi ben venga.
A seguire “Cruore” di Andy Ben e “Nella pancia del mostro” di Dario Villasanta, due autori che è davvero giunto il momento di leggere, oltre che due generi ai quali non sono avvezzo, quindi sarà anche una sfida.
Da qui in poi conto di farci stare tutto quello che mi resta di John Ajvide Lindqvist.

Chiudo questo inutile post in modo promozionale: se non avete ancora scelto cosa portare o se ve lo siete solo dimenticato, vi ricordo che “Non chiederlo alla Luna” è sempre lì per voi.

Bye

L’Anno del Vaffanculo

Non sono tipo da post sdolcinati, infatti questo NON E’ un post sdolcinato.
E’ quasi trascorso un anno dal mio intervento e da tutti i ritardi e disagi che ciò ha comportato, a distanza di tutto questo tempo sono comunque sorpreso dai risultati raggiunti.
Ho recuperato la quasi totalità della mia forma fisica, la fase successiva alla cicatrizzazione inizierà il prossimo mese, pubblicato ‘Non chiederlo alla Luna’ (una fatica immane) e pure il cartaceo di Steamwitch (peggio). A breve uscirà il secondo volume e, se l’illustratore riuscirà a starmi dietro, voglio già uscire col terzo a settembre.

Il punto che mi stava a cuore sottolineare era che, nonostante la sfiga e pure il lavoro, ho portato avanti tutto questo assieme all’associazione sportiva, partendo a gennaio con un corso tutto mio di Tai Chi, concluso venerdì 19 maggio, che spero di continuare sempre a settembre, periodo in cui mi aspetta anche un corso di kung fu per bambini (per fortuna non da solo).
Tante cose che non mi aspettavo certo di fare, eppure le ho fatte. Sono qui, non ancora del tutto intero ma ci sono. Molte cose sono state lasciate indietro, tra le quali purtroppo la famiglia, però ho sentito il bisogno di non fermarmi, dopo quei tre mesi di convalescenza nel vuoto, in solitudine, senza nemmeno poter uscire sotto il Sole cocente.

Troppe volte ho promesso a me stesso che avrei fatto chissà cosa per poi non concludere nulla, poi mi ci sono semplicemente trovato: ho fatto e basta. Quindi vada come vada, un capitolo della mia vita sta per chiudersi e vado avanti a testa bassa, qualunque cosa accada.
Ci tenevo però a ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini, a partire da mia moglie, mia figlia, il mio Maestro, quei pochi colleghi di cui ho stima e affetto, e i miei compagni allievi e istruttori, ai quali aggiungo gli amici autori che non mi hanno in effetti mai lasciato solo, nonostante fossero lontani.
Per strada ho perso anche delle persone, amicizie stanche che erano divenute ormai caricature o sono sempre state solo nominali, e addirittura parenti stretti che hanno confermato tutto il peggio che già pensassi di loro.
Credo che ricorderò il 2017 come l’Anno del Vaffanculo, usato più volte senza remore, quel Vaffanculo terapeutico che ti fa chiudere le porte mentre ne apri altre, che scarica la tensione accumulata e ti fa sentire più in pace con te stesso. Il Vaffanculo che ti rende consapevole della tua sincerità, quando rispetti così tanto anche chi ti sta sul cazzo guardandolo torvo, senza nasconderti dietro l’ipocrisia. Il Vaffanculo sano, schietto e arzillo.

Quindi Vaffanculo a tutti, con affetto e di buon augurio.

P.S.: a qualcuno sono arrivato a dare del ‘coglione’. Volevo solo dirgli che non era un insulto, ma una diagnosi.

vaffanculo

Steamwitch Inc e passaggio a KDP

Nei prossimi giorni il primo volume di Steamwitch Inc verrà rimosso dagli store.
Si tratta di una misura temporanea, in quanto porterò tutto su Kindle Direct Publishing, quindi su Amazon.
Il vantaggio sarà di poterne usufruire anche in Kindle Unlimited, ma non solo. Dopo aver ricevuto una marea di richieste ho deciso di creare anche una versione cartacea.
Il progetto prevedeva comunque una raccolta su carta alla fine della stagione, ma alla fine ho ceduto. Il cartaceo si aggirerà sulle cento pagine e avrà un costo di 5 euro (ai minimi termini, insomma).

Questo passaggio mi permetterà di creare una vera e propria collana, quando Lenny avrà terminato i disegni per il secondo volume le daremo il via ufficialmente. Inoltre avrò la possibilità di inserirlo come co-autore in qualità di illustratore.

Piccola nota su Kindle Matchbook. Kindle Matchbook è un servizio interessante, permette di avere la copia digitale acquistando la versione cartacea. Purtroppo non è disponibile in Italia, ma ho comunque deciso di aderirvi nella speranza che venga attivato.

Seguiranno altre comunicazioni in merito al rientro nello store.

P.S.: le recensioni, purtroppo, non verranno trasferite. Farò degli screenshot e li caricherò su blog e pagina Facebook, che vi ricordo sta qui:

https://www.facebook.com/steamwitchinc/

Garben Fantasy 2017

Si ripete quest’anno la fiera dedicata al medioevo e al cazzeggio. Dimostrazioni sportive, spettacoli, panini e birra (soprattutto).

Non avrete sicuramente meglio da fare, quindi passate a trovarci. A me toccherà stare al gazebo per l’associazione e per quest’anno non presento libri (mi sono attardato con l’editing, news a breve).

Garben Fantasy 2017

 

Gratis è meglio oppure no?

Una riflessione sull’ultima promozione Natalizia, a costo di attirarmi ire funeste.
A dicembre Lettere Animate ha lanciato una golosa (per i lettori) iniziativa: mettere gratis la versione digitale del proprio catalogo per una settimana.
Una buona idea? Ho deciso di lasciarli fare, perché era evidente la volontà di spingere il marchio, più dei contenuti, e a modo suo poteva avere un senso. Non sono un esperto di marketing, quindi forse la società ne ha giovato.

Come autore, però, ho avuto delle perplessità, avvalorate da un riscontro successivo.
Al di là dei mancati introiti (che comunque sono sempre stati alquanto inesistenti), ciò che temevo era la possibile reazione di chi riceve un prodotto gratis. Avevo già visto altrove, su libri ma anche altri prodotti, la cattiva abitudine di arrogarsi il diritto di sparare a zero quando quella cosa non l’hai pagata, che fa da contraltare ai toni generalmente più pacati di chi invece rimane deluso ma ha pagato.
A conti fatti, se io pago e il prodotto mi delude dovrei essere particolarmente deluso, è capitato coi miei testi e devo dire che le critiche sono state comunque normali. Alcuni autori hanno invece segnalato attacchi feroci, a uno addirittura (che scrive gialli) si sono permessi di rivelare il finale, dopo ovviamente aver criticato il libro.

Mai e poi mai mi permetterei di prendermela per una recensione negativa, ci sta, ne ho ricevute alcune anche dure. D’altronde non puoi piacere a tutti o forse nel tuo testo alcuni trovano difetti non riscontrati da altri. Ci sta.
Ma per l’esperienza che ho avuto leggendo recensioni di altri autori ho notato che quando il prodotto non è stato pagato, molte critiche sono di una bassezza sociale inaudita, talvolta sfiorano l’aggressione personale.
Da qui i miei timori per questa promozione aggratis. Non ho ricevuto recensioni da quella promo (tuttavia Il Cavalier Buffone è un testo lungo e articolato, potrebbero arrivare in seguito), ma mi aspetto anche critiche molto feroci. Non considero il mio libro perfetto ed esente da commenti negativi, ribadisco che ne ho ricevuti pubblici e privati, non solo da addetti al settore, tuttavia confesso di provare un certo timore per recensioni superficiali, specie se provenienti da chi il libro manco lo ha pagato. Questo perché, come ho detto, ho rilevato molto più livore in questi ultimi lettori, che magari hanno scaricato a manetta una trentina di libri, leggono qualche pagina, decidono che non gli piace e ti demoliscono.

Ma serve dare il libro gratis? Se hai un parco macchine di una certa dimensione e vuoi mettere un testo free per farti conoscere allora credo abbia senso, ma Il Cavalier Buffone è IL mio romanzo, frutto di otto anni di lavoro. Raga, scriverlo ed editarlo è stato spesso un dito in culo e non esagero. Vedermelo demolito da uno che manco lo ha finito è già duro, se poi manco lo ha pagato…
Ecco perché ho deciso che non aderirò più a queste iniziative, se mi verrà concesso di farlo (poiché comunque è l’Editore che decide le scelte promozionali e tocca accettarle). Non aderirò perché magari al marchio tornerà utile, ma a me no. Non per i soldi, in tre anni dal romanzo ho guadagnato 12 euro. 12 euro. Se non vendi milioni di copie o qualcuno non acquista i diritti per farci altro i soldi non arrivano, fatevene una ragione. Non è che siamo a un livello tale che l’Editore caccia il grano per farci scrivere, non siamo professionisti ma prendiamo le royalty sul venduto (una percentuale del 20% sul digitale in caso di L.A., quindi già più alta della media, fate voi).

Preferirei essere demolito da un acquirente, che ne avrebbe più diritto, ecco cosa penso e so benissimo che molti non condivideranno il pensiero, perché chiunque dovrebbe avere il diritto di dire la sua. Mi sta bene, allora usiamo i toni giusti e con un po’ di coerenza.
Hai preso il libro gratis e non ti è piaciuto? Ok, rispetto. Scrivi la tua rece negativa, ma ti invito ad argomentarla in modo che possa farne tesoro. Lascia stare la mia persona, non mi conosci, non sai che vita faccio e che sbattimento mi sono fatto per farti avere quel testo. Io rispetto te, tu rispetta me. E’ una questione di rispetto, appunto.
Hai preso il libro gratis e non l’hai finito? Sta’ zitto. Perfavore, sta’ zitto. Anche se ti stava piacendo stai zitto. Non perché mi danneggi, ma perché mi manchi di rispetto, mentre io ti ho dato la possibilità di leggere GRATIS. Le rece possiamo anche farle rimuovere, se idiote o evidentemente scritte per screditare, lo sapevate?

Concludo la filippica mettendomi a difesa degli autori Lettere Animate che sono stati screditati o danneggiati (il finale di un giallo nei commenti? Sei un coglione, e anche per quello si può chiedere la rimozione), rispetto l’Editore che ha tutto il diritto (per contratto) di decidere prezzi e strategie di marketing, ma sappiate che se un giorno vedrete Il Cavalier Buffone gratis non sono stato io a deciderlo.

P.S.: gratis diventerà invece il primo volume di Steamwitch Inc una volta pubblicato il terzo, già in fase di scrittura.

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